I poeti e le poesie

Chi non ha mai, seppur per gioco, scritto una poesia? Tutti abbiamo provato a mettere in rima i nostri pensieri, le nostre emozioni, poi capita che alcuni continuino e altri si fermino dopo poche parole, ma il bello è che tutti in quel momento ci sentiamo dei grandi artisti. Credo comunque che questo sia un esercizio abbastanza difficile e tortuoso, dove solo pochi alla fine, hanno la costanza, la forza e anche la sfacciataggine di continuare a comporre. Pubblicare poesie sicuramente non è un’attività economicamente redditizia, si fa solo per passione, per vanità, per rendere partecipi delle nostre emozioni chi ci legge, o forse anche per solitudine. Da parte mia sto cercando di capire perché ho deciso di pubblicare le mie “opere” (che parolona) dopo molti anni di tentennamenti, moltissime di quelle che pubblico le scrissi tantissimi anni fa, addirittura quando ero ancora un giovane di grandi speranze nei confronti della vita. Le poesie che ho scritto, hanno avuto i loro Natali nelle situazioni più disparate, le ho partorite di giorno e di notte, in auto o in ascensore, per strada o al lavoro, quando “saltavo” a scuola o quando vivevo a Parigi, diciamo che le ho scritte ovunque, come quando due innamorati, che hanno voglia dell’amore, lo fanno in ogni luogo e situazione in cui gli viene “voglia”. Le ho scritte per le situazioni più diverse, di gioia, di dolore, d’amore, d’odio. Quelle che mi sono deciso a pubblicare, le ho divulgate così, tanto per fare, forse non sono le più belle e forse valgono poco, ma sono le mie, sono le mie figlie e le amo tutte indifferentemente. Non so quanti “amici” le hanno lette, ne so se chi le ha lette ha sempre inteso il senso che volevo dare, ma so che sono uscite tutte dalla mia anima.

Da “I MIEI PENSIERI”
Di Gregorio Asero
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