“IL SOLLETICO”

Una sera di agosto ero seduta sulla sabbia, la spiaggia era deserta e silenziosa, lo sciabordio delle piccole onde mi massaggiava i piedi, che benessere!!…
Non chiedevo di meglio e col pensiero ero insieme a Lui.
Ripensavo alla giornata appena trascorsa e rivedevo il film mentalmente.
Mi sentivo ancora in sua compagnia e i miei sensi appagati mi avevano resa languida.
Guardavo il cielo e sempre sotto l’influsso magico di quei momenti , mi stesi sulla sabbia ancora calda dei raggi infuocati del sole di quel pomeriggio.
Sicuramente ero ancora sotto l’effetto dell’estasi di quelle ore di fuoco, della passione e delle sue carezze, il ricordo era così vivido che sentivo ancora le sue labbra sulla mia pelle, la sua bocca che mi succhiava voluttuosamente l’alluce di un piede e io ridendo, perché soffrivo il solletico, lo pregavo di fermarsi, di non farlo più.
Completamente persa , con i sensi in subbuglio, non riuscivo a distinguere il passato dal presente.
Ma Lui imperterrito continuava, mentre io sottovoce lo pregavo di smetterla, continuavo a ridere e il dolce supplizio continuava , non riuscivo a smettere di ridere e pensavo che si comportava veramente bizzarramente con me.
Ero quasi offesa per questo suo insistente modo di amarmi come una ventosa, gli dissi che ” se voleva fare l’amore , non doveva fare altro che continuare e salire verso il punto più sensibile del mio corpo, invece di farmi il solletico ai piedi “.
Ora ero arrivata ad un punto di non ritorno, quasi soffrivo per quel suo succhiare così forte, incominciavo a chiedermi se fosse un cannibale, e gli urlai contro “ Smettila “.
Mettendomi a sedere, cercai di spostarlo, ma mi rimase avvinghiato alle mani !!…
E fu allora urlando con orrore, che mi resi conto, che il mio focoso spasimante, l’innamorato dei miei sogni, altri non era che un grosso Polpo avvinghiato al mio piede !!!…

Di Rosa Cozzi
Da “Storie di amori, delitti, e di risate”
DL.1941/633