Racconto breve, ma molto profondo.Quanto può influire le vicende vissute in tenera età sulla vita adulta? Quanto riusciamo a riconoscere la nostra stessa anima negli altri? Lo scrittore racconta in modo semplice un argomento davvero delicato, i traumi infantili.La protagonista nell’animo porta un peso che non riesce a superare, in un viaggio non organizzato incontra anime come la sua e diventeranno compagni di quest’avventura nel profondo della psiche umana. Surrealistico ma al contempo molto attuale, il racconto lascia nel lettore un senso di empatia e per certi versi anche di profonda ansia.

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La bambina l’osserva imperterrita, con il viso malinconico che non si addice a una piccola creatura così dolce. Alessia le rivolge un sorriso sperando in cuor suo che sia contagioso. La bambina risponde timidamente. È già qualcosa. Ma fa una gran fatica a resistere, la tenue luce del suo viso si spegne miseramente. Che sia destino? Alessia pensa che nulla succede per caso e che anche le situazioni più strane ed insignificanti possono celare delle realtà inconfutabili che non attendono altro che essere svelate. A un tratto la bambina si alza dalla sedia e si avvicina alla sconosciuta dal sorriso contagioso.- Ciao. –- … ciao – risponde la bambina.- Maria, vieni qua! – la richiama il padre.- Ti chiami Maria? – dice Alessia.La bambina annuisce.- È un bel nome – la donna tira fuori dalla borsa un piccolo panda di peluche e glielo porge. – Ti piace? –- Sì. –- È tuo, puoi tenerlo. –Sopraggiunge il padre.- Ci dispiace, di solito non lo fa – cerca di scusarsi l’uomo.- Cosa? – risponde Alessia.- Importunare le persone. –- Guardi che non mi ha affatto importunata, anzi, le dirò di più, sono stata io a invitarla a venire. –- Cosa? –- Sì, diciamo che è successo tramite uno sguardo d’intesa. –L’uomo rimane attonito.- Be’, andiamo – si rivolge alla bambina.- Vorrei salutarla, se non le dispiace – dice Alessia.L’uomo acconsente.- Stai tranquilla, andrà tutto bene – le sussurra all’orecchio, lasciando perplesso l’uomo.- Vai, ora vi raggiungo. –Maria si allontana, non prima di aver incrociato un intenso sguardo con la sua nuova amica.- Cosa le ha detto? – chiede l’uomo.- Di stare tranquilla – risponde Alessia.- Che significa? –- È un modo di dire, insomma, un augurio di stare bene; e poi, conosco bene i bambini, sono una maestra d’asilo. È vostra figlia? –- Sì. –- È una bambina dolcissima, ma … – Alessia si interrompe, credendo di infrangere la privacy della famiglia.- Cosa intende? – l’uomo le chiede di continuare.- Niente di importante, è solo un’impressione. –- Ma di cosa parla? –- Ecco … mi sembra che abbia un’anima triste. –L’uomo la guarda fissa negli occhi.- Non crede di esagerare? Cosa glielo fa pensare che sia triste? –- Come le ho detto, conosco bene i bambini; certo, potrei sbagliarmi … — Vorrei darle un consiglio: tenga lontano il suo lavoro dalla vita quotidiana, perché, mi creda, potrebbe causarle dei problemi. –- Certo, mi scusi … -L’uomo volta le spalle e raggiunge il suo tavolo.