Un angelo severo dalle ali di terra e di ombra
li minaccia, misura la distanza tra la felicità
e il non esistere
che è simile alla morte.
Sembrano inaridirsi i loro corpi,
ma la punta delle dita germogliano
premono sulla pelle tracciano teneri solchi.
La linfa torna a zampillare.
I due amanti hanno disfatto le lenzuola del dolore
stringendosi l’uno all’altro
e le pareti della stanza si sono dissolte
in nuvole d’azzurro.
Questi corpi distesi oscillano
come cigni nella piccola vasca della felicità
che lentamente si allarga, le acque si placano
in un mare quieto. Solo negli occhi in tempesta
risuona l’eco dei loro corpi.