[una lunga recensione al mio libro #anzola #gallerani #piccolopaese] Per chi di voi ancora non lo sapesse, io abito in un paese favoloso, un paese di filosofi, in cui vive una bellissima comunità (ancora feconda).

Il mio amico Gabriele Gallerani, che fra l’altro studia la storia locale traducendola in libri (e conferenze) da molti anni, ha letto il mio libro Il Pianeta delle Occasioni Perdute, Musicaos editore, e mi ha inviato una accurata recensione di ben sette pagine (!) divisa per i dieci racconti del libro, da cui estrapolo solo un breve brano per motivi di spazio:

“Carissima,
devo dirti che il libro non solo è scritto bene, ma ha il non secondario vantaggio di una narrazione molto scorrevole per cui lo leggi tutto d’un fiato. Come quando si scivola sul ghiaccio e non ci si può fermare se non alla fine della pista. L’ambientazione è “futuribilmente intergalattica” (tanto per seguirti…), ma non bisogna fermarsi alla superficie del narrato poiché il tema di fondo di ogni racconto non è l’avventura nel futuro ma bensì il sentimento, l’amore, la voglia di avventura, il pentimento del passato o il desiderio di emendare il passato raggiungendo il Pianeta delle Occasioni Perdute. Quindi, se i racconti invece che in un fantasioso futuro astrogalattico fossero ambientati nel medioevo non cambierebbero affatto gli umanissimi sentimenti che sono la struttura portante di ogni racconto.
SESTO RACCONTO
in un libro scritto da un’addetta alla cultura non poteva mancare un racconto dedicato a quella scuola di formazione culturale che sono le biblioteche. Anzi, Biblioteche con la B maiuscola, come scrivi tu.
Se il racconto fosse un succo di frutta quello che è uscito dalla spremitura è racchiuso nell’ultimo insegnamento di Swen (ometto perché SPOILER).
I grandi fiumi sono inizialmente un ruscelletto e le pietre – che sono il parallelepipedo più semplice che ci sia – sono servite a costruire magnificenze come Versailles o Schönbrunn, o i templi e le basiliche che da secoli sono riconosciute come bellezze del mondo. Quindi, anche la cultura nel suo complesso è formata da semplici nozioni, e primordiali concetti, che attraverso l’intelligenza dell’uomo sono serviti per portarlo dalle caverne alla Luna, a modificare i geroglifici in grande letteratura e a raggiungere quel mondo intergalattico che descrivi nel libro. Di conseguenza, il compito di una Bibliotecaria è favorire questa continua trasformazione consegnando al lettore gli ingredienti letterari giusti per aiutarlo a crescere e rendersi utile non solo a sé stesso ma anche alla Comunità in cui vive.
Seguendo questo ragionamento ispirato da Swen e dal racconto nel suo complesso, arrivo alla forma ottagonale della grande biblioteca vista da Arami quando arriva ad Iris, capitale del Pianeta delle Occasioni Perdute. Domanda: perché è ottagonale e non quadrata, o tonda, o rettangolare? C’è un motivo per cui, guarda caso, è ottagonale?
L’ottagono è formato da un quadrato inscritto in un cerchio, ed entrambe le figure geometriche hanno sempre avuto un grande significato nella simbologia del passato e in quella cristiana in particolare. Non credo che nella città di Iris ci fossero molti cristiani, ma non per questo si è perduto il significato della grande simbologia del passato, specialmente in un luogo di studio come la più grande, ed unica Biblioteca che sarà presente nel futuro.
il quadrato è tradizionalmente un simbolo della Terra, o di ogni altro Pianeta che sarà abitato nel futuro, poiché i quattro vertici corrispondono ai quattro punti cardinali che sono le direzioni principali di ogni luogo materiale, sia una stella, un pianeta o qualsiasi altro luogo più o meno abitato. Il cerchio simboleggia invece l’eternità del Tempo, in quanto il cerchio non ha inizio e non ha fine, e quindi qualsiasi cosa è al suo interno lo segue inevitabilmente nell’Eternità. In questo caso, la cultura, il sapere, la conoscenza conservata e custodita nella grande Biblioteca di Iris sono frutto dell’intelligenza umana (o non umana …) e saranno a disposizione di chi le vorrà conoscere per l’eternità. Per i cristiani la forma originale del Battistero è l’ottagono perché il battesimo rappresenta la ripartenza dell’uomo in Cristo, mentre nel futuro chiunque uscirà da una biblioteca ottagonale possiederà gli strumenti per ripartire grazie alla conoscenza. E non è detto che la conoscenza sia data solo dai libri (infatti nella Biblioteca di Iris non ce ne sono …) poiché è anche figlia dell’apprendimento che assorbiamo ogni giorno dalla vita e dall’esperienza.
Tutto ciò, come tu ben scrivi all’inizio, non può essere imposto, ma è frutto di una libera scelta di Arami, rispettata dai genitori ma non condivisa dai fratelli. È l’oggi che continua nel domani. Identico”.
(Gabriele Gallerani)

Gabriele Gallerani – Il giornale “Avanti” è stato portato in Municipio da Yasser Tayeb