Su Genova, in questi giorni, siamo travolti da ogni tipo di commento di qualunque politico o giornalista. Dopo 20 anni la violenza adoperata dai poteri sulle persone presenti in quei gironi si sta rinnovando nelle parole con cui ci stanno raccontando la storia modificandola, addirittura dimenticando la morte di Carlo Giuliani.
Gli 8 “padroni della terra” ci proponevano la loro schiavitù liberista e globalizzante, intanto il Movimento a loro contrario veniva criminalizzato e schiacciato. Nello stesso momento i media venivano usati per deviare l’attenzione e focalizzarla solo sulla spettacolarizzazione dei violentissimi scontri di piazza, E tutto questo con lo scopo di togliere spazio e attenzione alla lotta sociale nei quartieri e nei posti di lavoro e svago.
La rete e i social sono stracolmi di filmati e foto che ci mostrano le botte e i conflitti avvenuti in quei giorni. Abbiamo scelto qualche spezzone più significativo, a nostro parere, che ci possono aiutare a introdurre testimonianze dirette di chi partecipò in prima persona.
Un confronto è utile e necessario per controbattere parola su parola le falsità e disinformazioni.
Venerdì 23 luglio proponiamo proiezione di filmati e successive testimonianze nel cortile del Perlanera dalle ore 21.30.
In contemporanea verrà allestita una mostra informativa su quei giorni.

“In questi giorni ricorrono i 20 anni da Genova. Quelle indimenticabili giornate che tanto hanno cambiato le persone. E non solo quelle che erano presenti. È stato scritto tanto di quei momenti e anche io scrissi un lungo racconto della mia esperienza. Lo scrissi 10 anni dopo e questo perché raccontare il dolore non è semplice. Crearsi una corazza o almeno metabolizzare tutta quella violenza, quei colpi sui corpi, quegli insulti e il disprezzo dalla politica dei partiti, le menzogne, i depistaggi, la frusta secca del potere è complicato.

È stato scritto tanto in questi anni, spesso anche troppo. A sproposito. Giornalisti e pennivendoli che hanno scritto di argomenti che non conoscevano. Individui che hanno sputato sulla morte. E riso insieme ai carnefici e ai torturatori. Non dimentico niente di quelle parole.

Cosa rimane di Genova? Come possiamo trasmetterlo ai giovani pieni di rabbia e amore di adesso?

Ancora oggi faccio fatica a parlare di quei giorni. Ma una cosa voglio dirla ai ragazzi e alle ragazze di oggi:

Non smettete mai di lottare per un ideale di libertà. Non smettete mai. E non abbassate mai lo sguardo davanti a un Sistema che vuole solo schiacciarvi.

In questi giorni girano centinaia di foto di Genova 2001; atroci. Foto di violenza, pura violenza. Ed è giusto farle vedere, è giusto. Ma io, che quella violenza l’ho vista da vicino, voglio invece mettere una foto bella. Bella come i suoi occhi.

Ciao Carlo, non ti abbiamo dimenticato.”

Post di Olmo Losca