Labbra silenti

da cui parole spezzate  

precipitano in terra

ammutolite

sfiancano i miei giorni.

Spiacente d’esserci

mando giù un sorso di vita

strappato alla tua

ostinata indolenza.

In alto una falena impazzita

danza su di un bulbo di luce

avvinta ad una lacrima di morte.

Tu sei flusso di pensieri

senz’ indole né forma

una pennellata d’amarezza

disegna il tuo profilo inquieto.

Alle tue labbra rubo

un bacio prepotente

e la voglia di fuggire

con l’anima affannata.

La luna appesa a un filo

declina dietro i tuoi seni

carne frantumata

d’antiche vestigia

là dove i giorni furono

pazzi e festosi

e la vita ebbe senso

finché non svanì.