IL DOLORE: “IL PRIVILEGIO” DEGLI ANIMI SENSIBILI

Dostoevskij diceva che la sofferenza annida in chi riflette profondamente.

Condivido pienamente questo pensiero: il dolore non attecchisce facilmente in chi vive solo ed esclusivamente di cose materiali, in chi si preoccupa solo per sé stesso, senza mai curarsi degli altri.

L’individualista riflette molto poco: unicamente su ciò che riguarda lui e la sua vita ed unicamente su questioni estremamente pratiche.

Chi ama profondamente, chi si pone mille interrogativi sulla esistenza, chi tende verso l’infinito, chi si preoccupa costantemente degli altri, chi rifiuta le cose materiali per dedicarsi alle cose spirituali, chi osserva ogni giorno le piccole cose della vita e riflette sulla sua fragilità, conosce la sofferenza.

La sofferenza è per chi non è mai soddisfatto di sè stesso; per chi non si accontenta di dare e avere poco nella sfera dei sentimenti; per chi morte e vita non sono semplici eventi materiali, ma grandi misteri su cui meditare.

La sofferenza è un “privilegio” degli animi profondamente sensibili: costoro proveranno tanto dolore nella loro esistenza, ma conosceranno anche l’immensa gioia e l’immenso amore.

L’anima è come un volo: c’è quello della gallina, basso e breve, e quello dell’aquila, alto e lungo!

MC (Maria Clausi)