IO SONO IO

Io credo nei miei ideali, e non obbligatoriamente sono gli ideali di altri, per carità, non dico che i miei siano quelli giusti, ma sono i miei, e tanto mi basta. Guardo al futuro senza rinnegare il mio passato e le mie origini. Per carità, lungi da me l’idea di apparire un egoista egocentrico, e non m’importa se la gente pensa che io sono un matto o un sognatore. Peggio per chi ha smesso di sognare; peggio per loro.

Io sono un sognatore, e la mia fantasia mi sostiene nella presunzione che la mia vita non andrà totalmente sprecata nell’egoismo e nell’individualismo personale. Non mi aspetto riconoscenza da parte di nessuno.
Invidia, rancore, indifferenza, emarginazione, tradimenti, da parte di pseudo amici, mi hanno da sempre accompagnato lungo il percorso della mia vita, ma sono sentimenti che fin da giovane ho messo in bilancio, tutto mi scivola addosso senza ferirmi. Non ho mai cercato di condurre una vita agiata, fatta di comode poltrone. Non me ne può fregar di meno. Questo mio modo di vivere mi ha reso immensamente libero di amare, di indignarmi, di gridare o di sussurrare, di ridere o di piangere; specialmente di lottare anche quando sembrava tutto perso.

Non sono il ruffiano di nessuno, per cui non ho debiti di gratitudine da onorare, anche se questo mio modo di essere non mi ha permesso una vita tranquilla, specie nel mondo del lavoro. Sono un uomo libero e fiero e anche un poco presuntuoso.

E lo dico con l’orgoglio del Siciliano dopo aver tanto sofferto, per il tradimento della fiducia, per le piccole miserie subite in nome di calcoli di convenienza spesso meschini.

Io ho sempre vissuto seguendo le regole dettate dalla mia Coscienza, dalla Natura e dalla società cosiddetta Civile. Non ho mai rubato ne ammazzato. Al contrario, certi uomini e donne, benché abbiano rubato, ammazzato, truffato, evaso le tasse, corrotto funzionari; nonostante si siano prostituiti nel corpo e nell’anima; nonostante abbiano venduto l’anima al “diavolo”, occupano gli scranni più comodi del Parlamento e del Potere.

Gregorio Asero