Articolo di Valeria Bianchi Mian

Che cosa vuol dire essere scrittore o scrittrice? Chi si può definire tale? Quando avviene il battesimo della penna? Si diventa scrittori, si nasce scrittori, ci si scopre scrittori?

Così come per gli artisti in generale, molte persone dichiarano: “Io fin da piccolo scrivevo (o avevo la musica dentro/ecc.)”, il che, diciamolo, può essere relativamente vero. Spesso un’arte ben gestita da adulti non è che la riscoperta dell’anima che ci abita, del daimon amato, dimenticato là e allora. I geni precoci e i Mozart della situazione si contano però sulla punta delle dita.

Scrivere è impegnativo. È un operare quotidiano, un lavoro, un allenamento, un’attività che richiede costanza. Questo livello è per me il punto cruciale del discorso. Qualunque mestiere tu svolga, puoi lavorare con la scrittura perché la tua penna è un attrezzo nella valigia delle Life Skills.

Il secondo livello è: non tutti sono scrittori e scrittrici nel senso divulgativo, brillante, attraente del termine. E qui si apre un burrone. Precipitano subito i cosiddetti “scrittori da Social”, quelli per i quali l’attività si riduce al post su Facebook. Ma ecco che alcuni tra questi nuovi eroi collettivi spuntano come maghi con un primo libro cartaceo, in quanto molto amati e seguiti da un pubblico che è la loro nicchia. Allora è il testo pubblicato che ‘fa’ il ruolo? Diciamo che aiuta. Definirsi scrittore senza aver pubblicato un libro forse può suonare prematuro.

Ho conosciuto gente che pensa di essere scrittore/scrittrice incoronato/a mentre giudicano gli altri, quelli che magari hanno pubblicato con piccole case editrici, come escrementi, solo perché loro, quelli che se la tirano, sono usciti con la grande distribuzione. Non sono ‘arrivati’ lì per merito, poiché in questo caso trovereste di certo competenza e persino umiltà, ma, come avviene non raramente, sono stati spinti, incensati grazie a conoscenze ben gestite, per abitudine al campo in cui si gioca la partita. Questi narcisi fatti e finiti cascano dal pero quando incontrano il mondo degli scrittori ‘altri’. Parlano di sé come se fossero gli unici sovrani di un regno con un solo abitante. Io, per fortuna, ne ho incontrati pochissimi e li fuggo come la peste (tanto manco mi vedono, quindi sono già lontana prima che eventualmente si accorgano di me).

Sul diventare scrittori posso dire che mi ricordo quando da piccola intrecciavo frasi e le illustravo. Piccole cose; l’mmagine e la parola però già andavano a braccetto. Fino a che il mio primo editore non ha decretato, come una sorta di battesimo di fronte alle copie di “Favolesvelte”, che da lì in poi, finalmente, avrei potuto dirmi scrittrice, non ho neanche pensato di esserlo.

Da quel giorno ho dato vita a molti altri volumi, circa venti, se comprendo tutti i progetti anche corali, i saggi che contengono un capitolo scritto da me per esempio o le antologie che accolgono le mie poesie, e non soltanto le sillogi, il romanzo ecc. Insomma… mi sono data da fare. Una fatica… ma ne ho gioia, calore, affetto.

Oggi non ho, lo ammetto, alcuna vergogna. Ho cominciato a mettere la parola scrittrice accanto alla professione… Penna e Psicologia. Creo e conduco corsi, persino – venite a trovarmi anche su http://www.tarotdramma.com per le nuove proposte.

Posso dirvi senza remore che all’inizio nessuno mi ha aiutata. Nessun luogo d’elezione, nessun giornalista o conoscenza, niente di niente. Le amiche scrittrici in sostegno reciproco sono preziose e si contano sulla punta delle dita – più comune è la competizione, il distacco. Io amo collaborare, non sono gelosa dei miei contatti, li condivido. Mi piace chi si comporta con me allo stesso modo. Gli altri e altre che pensano di essere i più brillanti nel cielo delle parole e si atteggiano da snob mi fanno sorridere. Oggi ho tra gli amici molti autori che stimo, con i quali nascono sempre nuove idee e anche qualche collaborazione. Non lesino aiuto a chi me lo chiede. Alleno me stessa e chi si rivolge a me. Non si finisce mai di imparare. Sono in fieri, sempre, come Orlando di Virginia Woolf con la sua penna e il quaderno sopra il quale sta ancora scrivendo “La Quercia”.

Scrivetemi alla mail dott.ssavaleriabianchimian@gmail.com | Lettere alla Psicologa su questo sito

Tutti i miei libri
(comprese le antologie, i saggi corali
le prefazioni a, le illustrazioni)
dal 2015 al 2021

[Favolesvelte | Utero in anima | Psicosociologia della genitorialità (partecipazione) | Matrilineare (partecipazione) | Poesie per un compleanno (partecipazione) | È da una fiaba che tutti arriviamo (prefazione) | Non è colpa mia | Amori 4.0 (partecipazione) | Una casa tutta per lei | Il tallone d’Achille (partecipazione) | Vita(amor)te, poesie per arcani maggiori | Maternità marina | e ancora Rose e pallottole (partecipazione) e Voci di donna, il complesso intreccio tra Psicologia e Femminismo (partecipazione) e Modelli della mente (segnalazione con estratti) | Verità e segreti del Covid-19 (partecipazione) | L’uovo magico] – cercami su Google.