Provo a guardare il cielo
da questo (mio) pianeta
popoloso e denso
provo acqua e roccia, supina
con le vertebre sull’erba molle
sento nidi di formiche nati dalle briciole
bocche di magma scaldare e minacciare.
Il cielo preme sopra e sotto, intorno.
Vibrano radici sotterranee, aeree, avventizie
nelle venature umane rosse e blu
d’ossigeno e rilascio – rilassamento arcobaleno
in uno spettro che illumina poi oscura
puntuale, spaziale.
La (mia) terra, succosa arancia
vitamina vita- nostra
ospite di pulsazioni e cenere
agghindata di verde, arte e s- meraviglie
tutt’una con tutti, metastasi di linfe.
Come vi viene in mente di non ringraziare
una volta al giorno, il giorno che la libera
dal sonno?


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