4.

Perché?
Perché ho scritto un romanzo noir?
Perché ho maturato l’idea di raccontare la storia di Riccardo, omosessuale timoroso di – come si suol dire – “uscire dall’armadio”? Perché ho voluto tirare in ballo la demenza vascolare di suo padre, portando addirittura al suicidio il vecchio porco in questione? Ma poi… si sarà suicidato veramente? E che fine ha fatto davvero quella tredicenne di nome Aisha, italo-tunisina cresciuta tra le grinfie di una tossica all’ultimo stadio come Cinzia Trapani? E, ancora, perché mai la bella Elisabetta, quarantenne dal culo di marmo, nella sua dipendenza dal sesso online non trova pace quando incontra lo sguardo di quella strega di Giuseppina che bazzica da decenni la villa di Via Febo? Tra Masche (il termine piemontese per indicare le streghe, ndr.) ci si riconosce? O forse è la coscienza di ognuno di noi a venire a galla quando lo sguardo malocchio di un altro ci scruta?
E allora?
Perché l’ho fatto?
La risposta è una sola: N O N È C O L P A M I A.

Scrive Marco Neirotti nel suo blog:

“Ambizioni, stanchezze, sfide, silenzi e rivalse di ognuno si incontrano e si discostano in una Torino che evoca quella di Giovanni Arpino* nella Suora giovane, in Un’anima persa, in Domingo il favoloso. Una Torino palpabile nelle ville di precollina, nei bar di Porta Palazzo, nell’anonimato di periferia. Una Torino ovattata e d’improvviso accesa che è insieme se stessa e una simbolica città strattonata fra tradizione, contraddizioni, mutamento.

Arturo Colzi, che tanta pena accendeva con la sua ultima passeggiata, svela se stesso agli altri, svela il padre al figlio, proprio quando lui stesso non si conosce più. Le tensioni che ha creato, l’oppressione che ha seminato invocano libertà, non tanto da un individuo quanto dalla sua presenza nella memoria, Tutti devono risolvere la propria vita e, in un bel romanzo, profondo e scattante, intrecciano una ragnatela che prevede sopravvivenza psicologica soltanto con il sacrificio del ragno.”

Puoi leggere tutto qui: http://www.marconeirotti.it/2019/01/02/e-liberaci-dal-padre/

Leggere così, come se fosse normale, un’associazione tra me e Arpino: una delle recensioni che più mi ha lasciata gongolante e felice.

Buona lettura.

Il libro è dappertutto, online e (ordinandolo) in qualsiasi libreria.
Distribuzione Messaggerie per Golem Edizioni.

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