Il giovane col tatuaggio sul collo non ha avuto il coraggio di muoversi di un centimetro, sperando che qualcuno dei suoi amici venisse in suo soccorso. All’improvviso, una mano si poggia sulla sua spalla, facendolo sobbalzare dalla paura. Il suo cuore batte a mille e rischia di esplodere, quando una voce amica lo rassicura.

«Ehi, sono io» dice il leader del gruppo.

«Stavo per morire di infarto» risponde il tatuato, mentre riprende lentamente fiato.

«Non è un bel modo per lasciarci la pelle. Allora, dimmi cosa è successo.»

«È armato e deciso a farcela pagare.»

«Il compagno della ragazza.»

«Già.»

«Da come l’avevamo conciato, non credevo che si riprendesse così in fretta.»

«Sembra un indemoniato!»

«Ora esageri! Non dimenticare che siamo in cinque.»

«In quattro; di testa rasata non abbiamo più notizie.»

«Doveva occuparsene il capellone.»

«Si è perso anche lui; siamo messi male. Proviamo a chiamarli al cellulare.»

«Ho provato inutilmente a contattarli; forse non sono in condizioni di poter rispondere … »

«Cosa pensi di fare?» chiede il tatuato.

«Che domande sono? Dobbiamo prenderli entrambi, prima che ci sfuggono definitivamente» risponde il giovane robusto.

«L’amico della ragazza non sta fuggendo … » tiene  a precisare il tatuato.

«Meglio così, non credi?»

«Quel figlio di puttana sa il fatto suo; voglio dire, non è uno sprovveduto.»

«Ci manca poco che lo paragoni a una specie di Rambo. È solo la reazione di una persona incazzata; questo rende la sfida più interessante.»

«Se lo sapevo prima mi sarei portato addosso l’artiglieria.»

«Io non esco mai senza la mia adorata amica … non si sa mai cosa succede» dice il leader del gruppo, osservando compiaciuto la pistola che tiene in mano.

«In questo momento ti invidio.»

«Il coltello ce l’hai ancora?»

«Sì.»

«È pur sempre un’arma.»

«L’ho già usata.»

«Continuerai a farlo, se è necessario. Muoviamoci, non ho intenzione di stare rintanato.»