“exit Remus. Oremus pro eo”
R. Pagnanelli Epigrammi dell’inconsistenza

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voce di spaesamento
lungo la scarpata dell’anima:
poco luogo è il mio

“exit Remus. Oremus pro eo”

si consuma questa scorza dentro un’altra;
impossibile
non rispondono più le stelle
lo sconfinamento è su un altro registro

ora a vivermi è un suicidio
non mio
un suicidio che non conosco,
un poco luogo
ad altri appartenuto
dove si cosse un pane sempre crudo
che ogni giorno allinguo

sempre perfetto è il farsi notte
sigillo di civette
in quella tazza bevo il mio alfabeto”

Si è fatta sera: perdonatemi che si sia fatta sera!”*

*Friedrich Nietzsche, “Così parlò Zarathustra”

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