I ragazzi alla spiaggia di Focene
insieme incontro all’onda sonnolenta,
che ritornando bagna loro il fianco
adolescente. È questa vita, lenta,
la sua illusione qui della durata
eterna. Quando ciò che resta è il bianco
della parete a fine di giornata,
il mese placido, tempo che viene,
i ragazzi alla spiaggia di Focene.

GABRIELE GALLONI

Questo giovane poeta (Roma 1995 – 2020) era riconosciuto come un’autentica promessa. Le sue poesie sono ancora acerbe, e tali ahinoi resteranno, ma hanno il marchio sicuro del talento. La lirica consta di 9 versi endecasillabi canonici. Rime: A B C B D C D A A. L’ultimo verso ripete il primo: un cerchio che chiude e avvolge i versi. Importanti gli enjambement dei vv. 1/2, 3/4, 5/6, 6/7 (notevole), i quali allungano questi versi e rendono la lirica compatta.
Uno dei ragazzi della spiaggia di Focene – a Fiumicino, Roma – è lui, ancora adolescente, con l’illusione leopardiana in un futuro di vita piena, e la morte precoce, desiderata (di nuovo Leopardi). Il tema della morte è presente in alcune sue poesie, certamente autobiografiche. La parete resta bianca, perché nulla vi è stato scritto (l’immagine sembra presa da Pessoa o dalla Dickinson); il tempo, nell’attesa, trascorre inesorabile, placido e vuoto.
foto wikipedia

Chi era Gabriele Galloni:

di F. Q. | 7 SETTEMBRE 2020

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Gabriele Galloni, morto a 25 anni il giovane poeta

Solo due giorni fa aveva postato dei versi sulla sua pagina Facebook

È morto il giovane poeta Gabriele Galloni. Aveva 25 anni. Solo due giorni fa aveva postato dei versi sulla sua pagina Facebook. Non sono ancora la chiare le cause del decesso. Autore di diverse raccolte (“In che luce cadranno” -Rplibri, 2018, “L’estate del mondo” – Saya Editore, 2019 e “Sonno giapponese”), Galloni collaborava con la rivista Pangea. “Oggi piango uno dei migliori poeti della nuova generazione, Gabriele Galloni… Avevo grande stima della sua poesia e lui mi cercava e leggeva continuamente con un rispetto che raramente ho trovato negli scrittori giovani. Piango un poeta eccellente la cui opera ora sta a noi custodire e tramandare come merita”, ha scritto su Facebook il suo collega Andrea Di Consoli. Nato a Roma nel 1995, Galloni aveva esordito nel 2017 con la silloge poetica Slittamenti (Alter Ego – Augh! Edizioni). “Poesia come sopravvivenza? È una domanda interessante e anche ironica considerando che il mio ultimo libro ha come tema una ipotetica civiltà di morti. La poesia non è una forma di sopravvivenza personale o collettiva, ma letteraria. Una testimonianza del Nulla. Anche per questo non credo alla poesia civile o politica: è uno sbaglio culturale, prima ancora che estetico; e non basteranno tutti gli esempi del mondo a farmi cambiare idea. La poesia deve sopravvivere soltanto a se stessa. E poi, poesia o non poesia, può darsi che io finisca ugualmente per uccidermi. Dunque per me niente sopravvivenza“, questa una sua dichiarazione durante una intervista al sito laboratoripoesia.it.

Aggiornato l’8 settembre alle ore 12:03