Venerdì 3 settembre evento imperdibile a Castellazzo Bormida per la rassegna “E a un certo punto il rosso cambiò colore” presso la Fondazione Luigi Longo (e il 4 si replica a Fosdinovo MS, per il Festival “Fino al cuore della rivolta”).

“Polvere” è il titolo del nuovo reading di Massimo Carlotto, un progetto teatrale che lo vede sul palco insieme all’inseparabile compagno di avventure Maurizio Camardi – sassofonista padovano (qui, oltre ai sassofoni, impegnato anche al dudùk e ai flauti etnici) che appare anche come personaggio in alcuni romanzi di Carlotto – e al collettivo musicale Yo Yo Mundi (per questa occasione composto da Paolo Enrico Archetti Maestri, voce e chitarre, Andrea Cavalieri, basso elettrico e voce, Eugenio Merico, batteria). Una pièce teatrale che racconta il viaggio lungo vent’anni di uno scrittore e dei suoi musicisti nell’Italia dei disastri ambientali. La cultura e l’arte al servizio di una domanda sempre più legittima di tutela della salute e dei territori da parte delle comunità. L’amianto ai cantieri navali di Monfalcone (e all’Eternit di Casale Monferrato), la terra dei fuochi tra Napoli e Caserta, l’uranio impoverito nei poligoni militari sardi, tutte storie di persone comuni che sono diventate straordinarie e che ora meritano di diventare memoria condivisa. Un nuovo progetto di teatro civile dello scrittore padovano da sempre attento ad indagare le vicende di uno dei territori più ricchi e complessi del nostro Paese, il Nordest. Ancora una volta le strade artistiche di Massimo Carlotto, di Maurizio Camardi e degli Yo Yo Mundi, si intrecciano per uno spettacolo intenso e, come si diceva una volta, impegnato. La collaborazione è iniziata tanti anni fa su un palco a Monfalcone, per lo spettacolo No Amianto e poi proseguita con Album Rosso (2008) con Maurizio ospite degli Yoyo in diversi brani e Massimo che scrive in esclusiva per loro il testo “E a un certo punto il rosso cambiò colore”, fino allo spettacolo “Lettere dal filo spinato” pensato e realizzato insieme e ai recenti incontri per “La rivoluzione del battito di ciglia” – con Camardi al dudùk e al sax – e la versione straordinaria di “Terra della mia anima” che li ha visti tutti insieme sul palco in quel di Padova all’inizio di questa estate in piena ripartenza. Non c’è nulla di certo, ma con ogni probabilità le strade di questi artisti si intrecceranno ancora per un progetto futuro, assai interessante, che metteranno presto a cuocere sul fuoco!