Valeria Bianchi Mian: MINDFULNESS E SPONTANEITÀ

Mi ero laureata da poco, ero forse iscritta al primo anno della scuola di Psicoterapia, se non erro, quando ho conosciuto Franco Bona (fratello dello scrittore Gian Piero e della mia collega Patrizia). È stato lui, allora già anziano, a introdurmi alla figura di Enrico Tomasetti, noto a Torino come ‘guaritore’ – per farla breve scelgo questo termine, conscia della sua limitatezza. 

In soldoni, il metodo è super intuitivo, basato sulla cura del respiro e del movimento spontaneo, sulla prevenzione come centratura ‘mentre si fanno cose’, una visione del corpo e dell’anima occidentale che punta la luce sul ‘qui e ora’, e sull’auto-guarigione. Solo dopo, dopo aver trovato il proprio focus, ci si rivolgeva agli altri.

Ho frequentato per un po’ di tempo il gruppo di studio che lo stesso Franco conduceva, per farci conoscere le idee di Tomasetti. Conservo ancora gelosamente quegli appunti. 

Non si parlava ancora tanto di Mindfulness e di certo non esistevano percorsi formativi ad hoc, però il concetto di spontaneità mi richiamava alla formazione che stavo portando avanti con lo Psicodramma, in una prospettiva differente certo ma c’erano echi, anche negli esercizi che facevamo.

In questi mesi di pratica meditativa più costante mi soffermo sull’aspetto informale della Mindfulness e ritrovo parecchi spunti, riemergono immagini dal passato. Ricordo quei corsi in palestra ideati e condotti con Sara Pomes (l’albero, ricordi?).

Piano piano tutto si intreccia.

Dopo di che, apriamo la porta anche a Naturopatia (da fine autunno in poi).

Tomasetti – http://www.naturopatiaeuropea.it/…/406-tomasetti-metodo

https://www.bluedizioni.it/index.php?option=com_content…

#viriditas