Cari lettori di Alessandria Today, sono felice di presentarvi oggi un’autrice prolifica e talentuosa…che aspettate a leggere l’intervista? Pronti…via!

1.Katia, grazie per il tuo tempo. Presentati ai nostri lettori. Chi sei? Parlaci di te.

Vivo a Fermignano, un paesino vicino a Urbino, sono sposata, ho due figli.  Insegno nella Scuola Secondaria di II grado. Sono appassionata di giardinaggio e ortocoltura, adoro la natura e gli animali e amo l’avventura.

Nel 2007 ho vinto il concorso letterario Indianetto “ Qui Calabria”, in seguito  ho partecipato al Premio Letterario internazionale “Il Molinello” e alcune mie opere sono state pubblicate nella raccolta Voci dell’Anima (Edizioni il Leccio).

Nel 2015 ho pubblicato il mio primo romanzo La vita fra i capelli, nel 2016 Lo chiamavano Geronimo. Nel 2016 ho partecipato al Concorso Nazionale CAPIT, città di Fucecchio e ho ricevuto il diploma e la medaglia come finalista del libro edito La vita fra i capelli. Nel 2018 ho pubblicato  Scodì.  Quest’ultimo è un romanzo dedicato ai ragazzi ma è anche una piacevole lettura per gli adulti.

2. Come ti sei avvicinata alla scrittura?

Ero poco più che ventenne quando dentro di me sentii germogliare il seme della scrittura, sì, volevo diventare una scrittrice  ma, allora, i tempi non erano maturi.  Trascorse circa un ventennio prima che mi accingessi a prendere carta e penna, e dunque osai mettermi in gioco.. Iniziai a scrivere brevi racconti, poi scrissi poesie ma scoprii che non ero proprio portata per questa espressione letteraria anche se il mio primo premio mi venne proprio da una poesia che scrissi in risposta al premio letterario  Indianetto “Qui Calabria.” Ad ogni modo questa prima fase fu molto importante perché mi permise di  acquistare una maggiore sicurezza in me e così volli cimentarmi col romanzo.  Ad oggi ne ho scritti quattro.

3. Parlaci del tuo libro, so che non è il tuo primo, corretto?

La Cucitrice è il mio quarto romanzo. Preciso che  fa parte di una quadrilogia, attualmente questo è il terzo volume pubblicato, i primi due sono La vita fra i Capelli e Lo Chiamavano Geronimo. Quando scrissi il primo non pensai subito a questo progetto, l’idea nacque in seguito poiché i protagonisti  del primo romanzo presentavano delle storie davvero interessanti, meritevoli di essere raccontate. Così è nata l’idea della quadrilogia. L’ultimo romanzo si focalizzerà nuovamente su Rosalba, che è l’anello di giunzione di tutti i volumi.

Tornando alle fasi antecedenti la stesura di La Cucitrice, disponevo di un po’ di materiale da diverso tempo, ma non era sufficiente, mi mancava il background in cui collocare questa storia. Un giorno di diversi anni fa, navigando in internet alla ricerca di informazioni riguardanti il fenomeno dell’abbandono dei neonati, in particolare del primo Novecento,  piuttosto diffuso nella zona in cui abito, incappai nella realtà storica delle filande e delle filandaie di Fossombrone. Iniziai a leggere gli articoli presenti sul web e ne rimasi estasiata. Essendo vissuta da sempre nei dintorni di Urbino, non ne avevo mai sentito parlare e questa verità mi catturò  e incuriosì al punto tale che volli approfondire l’argomento.  Iniziarono, così,  le mie ricerche presso le biblioteche locali e in seguito nacque La Cucitrice.   

4. Quanto c’è di te nei tuoi personaggi?

Io sono in tutti i personaggi, in alcuni di più, in altri meno. Essi rivelano in qualche modo il pensiero dell’autore. Sono delle “pedine” che egli usa per raggiungere uno scopo preciso. Ogni volta che leggo un romanzo, mi formulo un’idea dell’autore, del suo modo di pensare, del suo punto di vista e così via. In sostanza, penso che attraverso i personaggi noi conosciamo l’autore.

5. Quanto ha rappresentato il contesto dei luoghi descritti ai fini della narrazione?

Premetto che per me il setting è fondamentale per dare quanto più possibile veridicità alla storia. Volendo cimentarmi con il genere storico, l’ambientazione è fondamentale. In questo caso lo scrittore deve essere quanto più possibile capace di riprodurre degli scenari tipici del periodo storico che intende trattare. Pertanto è necessario che abbia una visione pressoché reale e completa di quel periodo storico altrimenti rischia di fallire nel suo intento con il risultato che produrrà una storia non accattivante, emozionante e coinvolgente. Questo, perlomeno, è il mio punto di vista.

6. Quanto conta per te la memoria (storica e famigliare)?

La memoria è il legame con il passato, che può essere un passato che ci riguarda e che ci fornisce un’identità nel momento in cui questa è familiare. La memoria storica, invece, ci fornisce tutt’altre informazioni che vanno dal modo di pensare e interpretare ciò che accade intorno a noi al modo di comportarci influenzato quest’ultimo da fattori appartenenti al periodo storico in cui si vive (ideologia politica, tradizione, costumi ecc.). Pertanto tanto più si ha una visione ampia della memoria storica tanto più questa può aiutare lo scrittore a produrre un romanzo storico avvincente.

7. Come ti sei documentata per le descrizioni delle filande?

Come ho accennato nella domanda precedente, ho trascorso un’intera estate di qualche anno fa, frequentando la biblioteca del mio paese e quella di Fossombrone dove ho reperito la maggior parte delle informazioni che mi hanno permesso di creare il background della storia, riesumando tradizioni, costumi e usanze di quel tempo.

8. Intendi scrivere un seguito ?

In parte ho già risposto a questa domanda accennando al quarto volume dopo La Cucitrice. Ad ogni modo sì, voglio proseguire, anche se per una come me, la cui professione principale è un’altra, oltre agli impegni familiari, non è facile gestire tutto e incastrare i vari impegni.

Il prossimo romanzo che è in dirittura di arrivo, è dedicato ai ragazzi e

vede come protagonista un coniglietto nano e qualche altra specie animale. Sono un’ambientalista, amo la natura e la fauna e lo scopo di questo genere di romanzo è quello di sensibilizzare le giovani generazioni a rispettare, preservare e proteggere quanto di più prezioso abbiamo su questa terra: la flauna e la flora, in sostanza il nostro ambiente.

Sto pensando, nel frattempo, anche ai romanzi prossimi.

Grazie Katia e buona fortuna per tutti i tuoi progetti!

Anna Pasquini – Alessandria Today blog di PC Lava.