Se potessi parlare,
con attesa d’aria
aspetterei la tua bocca
muoversi
nello spicchio di luce
che è in me
Ma tu chiedi qualcosa
che non so ancora dire
un graduale apparire,
una linea appena tratteggiata
e già convulsa
come il graffio
del ragno e la sua presa

Se potessi un inizio,
con bisogno di volo
adotterei l’ indole dei condor
in picchiata sulla preda
sollecita carezza fende
e artiglia a sangue
il vento
Ma tu vuoi darmi
il latte delle tue ansie
e vecchie storie
e specchi deformanti

Se potessi abitare le città dei respiri
con urgenza d’amore e
compimento

Ora, dove l’occhio
si posa
lì resta un segno

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