Posted on 2 settembre 2021

Pensieri, dichiarazioni e aforismi del periodo attuale che mi sembrano utili e positivi, accompagnandoli con un breve commento.

No elezioni dirette – È necessario anche riflettere – e adottare misure tempestive – su certi rischi evidenti connessi all’elezione diretta dei sindaci, che ha finito sia per emarginare il ruolo dei consigli comunali, sia per trascurare gli spazi di partecipazione e di cittadinanza attiva. La tendenza frequente a scegliere sindaci solisti, piuttosto che direttori d’orchestra, è probabilmente una delle cause della crescente distanza tra cittadini e istituzioni, fermo restando che in futuro va dedicato un impegno serio e solido alla formazione scolastica all’educazione civica per sensibilizzare e avvicinare realmente i giovani al senso delle autonomie locali.(Gian Candido De Martin, professore emerito della Luiss in “Dialoghi”, trimestrale di approfondimento culturale promosso dall’Azione Cattolica – 15.06.2021).

La soluzione allo scadimento della politica degli anni ’90 legata alla necessità di riconsegnare al cittadino elettore lo “scettro” ha portato alle elezioni dirette di Sindaci e Presidenti di Regione. Molte volte creando più problemi di quelli che si intendeva risolvere. Le scelte e le influenze partitiche si sono spostate dall’ambito Consigliare a quello delle primarie o dei caminetti in cui ci si accorda sul nome da proporre all’elettorato, per sconfiggere gli avversari. E il popolo sceglie ciò che passa il convento, convinto di essere il soggetto delle decisioni. Inoltre, tenendo conto delle nuove mode informatiche e digitali, abbiamo personaggi che continuano a specchiarsi nei loro cellulari e, attraverso i siti youtube o whatsapp danno vita ad un personalismo e narcisismo senza uguali. Già molti anni fa un amico autorevole mi anticipava i disastri conseguenti alle elezioni dirette. Non posso che confermare: soprattutto basandosi sull’esperienza di anni.

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No bipolarismo semplificatorio – Da tempo mi sono persuaso che parte della responsabilità di questi difficili momenti (della nostra vita politica) la portiamo anche noi, partecipi a suo tempo di una scelta bipolarizzante della vita politica italiana. La strada tracciata da Sturzo, De Gasperi e Moro è stata sempre attenta a evitare questa falsa scorciatoia ai problemi storici della democrazia parlamentare del nostro Paese. A ben riflettere con tale scelta bipolarizzante siamo stati anche noi di una certa sinistra dc a favorire, appunto,la illusione che la democrazia diretta semplificasse e aiutasse il Paese a risolvere i problemi che vengono da molti attribuiti superficialmente alla democrazia parlamentare come espressione compiuta della rappresentanza politica. (Giuseppe Ignesti – Il Domani d’Italia 7 luglio 2021).

Fortunatamente non tutta la sinistra dc ha sposato quelle posizioni. Ed è bene che si cominci a fare esami di coscienza.. Però attenzione, il limita potrebbe essere solo il giustificare la nascita di forza politiche che chiedono un sistema proporzionale per poter racimolare voti. Capisco, ma non deve essere semplicemente questa la motivazione a supporto del proporzionale. Anzi, secondo me che pure sono schierato da sempre per il sistema elettorale proporzionale alle politiche e contro le elezioni dirette di Sindaci e Presidenti di Regione, non si deve sminuire l’importanza di un sistema di voto che aiuti l’aggregarsi in coalizioni dichiarate prima delle elezioni; per non lasciare ai furbetti la decisione di scegliere le maggioranze a seconda delle convenienze, e magari disattendendo la volontà degli elettori a cui si chiederebbe il voto a scatola chiusa.     

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Riduzione orari di lavoro e cura delle persone e dell’ambiente –

Domanda: Recentemente ha scritto che il tempo del lavoro andrebbe riformato tenendo presente l’esigenza diffusa dell’assistere e dell’essere assistiti. Ci spiega il suo pensiero?

Risposta: Io credo che sia arrivato il momento di attuare una riduzione dell’orario di lavoro, che si concili con la vita delle persone e il loro “bisogno di cura”. Una società come la nostra, prettamente popolata da anziani, ha infatti la necessità di un’assistenza non solo pubblica e “burocratica”, ma di un’assistenza umana, che esiste esclusivamente all’interno di una dimensione di parentela o di amicizia. Sono convinto l’orario lavorativo debba subire una riduzione, perché i cittadini-lavoratori possano dedicarsi alla cura dei loro anziani, dei figli, di chi ha bisogno e dell’ambiente. Penso a un part time generalizzato che permetta di dedicare una parte della giornata al lavoro, e l’altra alla cura. L’esperienza del sindacato metalmeccanico tedesco va in questa direzione. Dobbiamo prendere anche noi questa strada. (dall’intervista del periodico delle Associazioni e Fondazioni delle Casse di Risparmio a Savino Pezzotta – fine giugno 2021).

Ancora una volta si presenta il tema “orario di lavoro”. Con una prospettiva contenente qualche originalità. Non solo questione di organizzazione del lavoro, o per avere maggior tempo libero e meno stress dovuto all’impegno (cose pur importanti). Si tratta anche di ridurre per consentire di curare: il prendersi cura è ancora e sempre una delle dimensioni della vita che non possiamo (non dobbiamo) accantonare. Inoltre, altro aspetto innovativo, il curare che è riferito ai bimbi piccoli, ai disabili, agli anziani soli o non autosufficienti viene esteso ai bisognosi e all’ambiente (e potremmo aggiungerci le situazioni artistiche e monumentali). Una bella e interessante prospettiva per il futuro; sempre che siamo capaci a distaccarci dal materialismo della finanza, della produttività spinta all’eccesso, e guardare un poco più “oltre” e in alto.

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Carlo Baviera