non so cosa vedano gli occhi degli dei
tu vivi il mio corpo come una
trasparenza infinita
-e io?

ho saputo di un’umanità smarrita che
vuole ancora giocare
e non ha misura: come la vita
mi hanno detto che gli alberi laggiù
cullano le onde
che i santi sono tutti magri
e i giullari sulle tombe insegnano
risate ai cadaveri e alle statue

il senso è un bivacco di domande in
festa
l’incertezza come una sgualdrina sotto pelle
si offre
e batte il marciapiede della sensibilità,
del desiderio

-e io?