Era single. All’inizio questa parola sembrava evocare felici momenti di trasgressione e una libertà sconfinata. Ma poi dopo anni ed anni si era affacciata prepotentemente la solitudine. Alle donne non piaceva, mentre a lui piacevano molto: questo era il dramma della sua esistenza. Fortunatamente poteva vivere in un modesto benessere. Mosso dalla disperazione e preso dalle morse della desolazione aveva iniziato a frequentare escort. In fondo pensava questo mondo era ingiusto, l’umanità intera era ingiusta e sia le escort che lui erano entrambi messi di mezzo. Certo chi pagava il prezzo più caro e chi viveva la maggiore ingiustizia erano proprio le escort, spesso ingannate da dei delinquenti e costrette a prostituirsi. Lui si autoassolveva pensando che nessuno fosse libero a questo mondo, che chiunque portava le catene. Ad onor del vero la maggior parte del tempo rimuoveva questi pensieri scomodi dalla coscienza. Qualche volta era successo che lui si fosse innamorato di una escort. Qualche volta era successo che qualche ragazza della notte si fosse innamorata di lui. Ma la cosa non era mai stata reciproca. Era una sessualità fugace ed autodistruttiva la sua. Era sempre alla ricerca di nuove ragazze tramite gli annunci dei quotidiani, gli annunci su siti internet ad hoc oppure battendo le strade notturne delle più grandi città. A malapena si ricordava i volti di molte. Nella stragrande maggioranza dei casi non avevano vocazione. Era solo e soltanto una questione di soldi. Talvolta la contrattazione durava quasi quanto l’atto in sé. Che soddisfazione c’era? Era una valvola di sfogo? Un modo di rompere momentaneamente l’angoscia della solitudine? Una evasione? Una coazione a ripetere? Una abitudine? Il perpetuarsi di un antico rito pagano? Un divertimento? La ricerca della trasgressione? Una sfida alle autorità? Un modo per vendicarsi del genere femminile? Nessuna di queste cose o tutte queste cose insieme? A volte lui stesso si chiedeva che piacere ci fosse, quale piacere provasse. Si rincuorava pensando che molti uomini anche sposati finivano nelle braccia delle prostitute. Forse la monogamia era solo una forzatura, una tradizione ormai antiquata. Forse questa era l’epoca in cui gli stessi amanti erano cornuti. Quindi cercava di mettersi la coscienza a posto, pensando che molte mogli si concedevano per acquistare un abito firmato, che molte ragazze serie si concedevano dopo essere state prese sotto casa dal pretendente con una macchina costosa e dopo una cena in un ristorante di lusso. In fondo molti salvavano solo le apparenze ma la sostanza era quella: per lui le donne erano carne per sesso in cambio di denaro contante. Era tutto un do ut des. 

Elena era scappata in Olanda con un tunisino. Olga si era affidata ad una comunità religiosa e poi aveva preso i voti. Maria si era suicidata. Katrina era stata uccisa dal suo protettore quando le aveva detto che se ne voleva andare. Il delinquente si era rifiutato di lasciarla libera. Lei aveva minacciato di denunciarlo alla polizia. La discussione era degenerata. Quindi il triste epilogo. Le storie della notte e della vita di strada erano le più strane. Lui continuava a rimanere solo. Il desiderio con gli anni era scemato. Restava solo una parvenza di desiderio o forse una ossessione, che ogni giorno sbiadiva e si attenuava sempre più. Ultimamente voleva sempre carne fresca. Voleva ragazze sempre più giovani e novizie, alle prime armi. Fece il numero di telefono. Parlò con la ragazza del prezzo, dei servizi, delle prestazioni. Quindi lei  gli comunicò l’indirizzo e il cognome del campanello. Tutto galvanizzato si preparò. Si mise nel taschino una pasticca di Viagra. Gli piaceva dimostrare prestanza e vigore sessuale. Alcune ragazze rimanevano stupite, ma ciò era indotto artificialmente. Era tutta una messa in scena. Erano entrambi teatranti. Le ragazze fingevano l’orgasmo quando con la mente erano distanti anni luce. Lui aveva una erezione artificiale. L’atmosfera era tutta così anaffettiva. Tutto si consumava così velocemente e meccanicamente senza un minimo di passione né di coinvolgimento da parte delle ragazze nella stragrande maggioranza dei casi. Poche si lasciavano baciare alla francese. Quella volta arrivare all’indirizzo fu un gioco da ragazzi. Distava poche centinaia di metri da casa sua. Aveva inghiottito la pasticca cinque minuti prima. Salì le scale molto velocemente. Era al sesto piano. Purtroppo non c’era l’ascensore. La ragazza lo aspettava sull’uscio, sulla soglia di casa. Lo fece entrare. I soliti convenevoli. Quindi gli chiese se voleva un drink. Lui acconsentì. Quando si svegliò era tutto nudo legato al letto. Il drink era un mix di droghe e superalcolici. La ragazza si stava avvicinando minacciosamente a lui, tenendo un coltello affilato. Le disse che lo avrebbe castrato. Lui urlò, chiese aiuto, ma la stanza era insonorizzata. Dopo che ebbe fatto lo lasciò morire dissanguato in preda ad un dolore lancinante. L’agonia durò molto tempo. Fu una fine orribile. La ragazza aveva un’altra camera da letto a disposizione. Rispose ad un’altra telefonata. Un altro cliente stava per venirla a trovare. Lei andò in cucina a preparare un altro drink.