SALVIAMO LA BIODIVERSITÀ DEL PIANETA. Il 58% degli ecosistemi è a rischio ma l'aspetto meno conosciuto e compreso è costituito dagli animali in estinzione.

di Eduardo Terrana

Rimangono solo 400 esemplari della Tigre di Sumatra, che vive nella foresta indonesiana e che rischia l’estinzione.
Il suo habitat, infatti, si riduce sempre di più perché sfruttato dall’uomo per le coltivazioni intensive di olio di palma. Ma non è la sola specie in pericolo perché l’impatto distruttivo dell’azione dell’uomo sulla biodiversità è sempre più violento e produce danni irreparabili, tra l’altro, su molte specie animali. Il cambiamento climatico, l’inquinamento, la deforestazione, la distruzione degli habitat, il bracconaggio, sono i fattori che mettono sempre più a rischio le specie animali del nostro pianeta.
Il Wwf stima che, a causa del cambiamento climatico e dell’inquinamento, oggi il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli sono a rischio.
Sono molte le specie animali che rischiano di scomparire nel medio termine. Tra essi ricordiamo: il Rinoceronte di Sumatra, di cui rimangono ormai meno di 250 esemplari; il Panda gigante, ne restano solo 1.600 esemplari che vivono nelle foreste della Cina; il Delfino di fiume, se ne stimano 1200-1800 esemplari; l’Orso polare, la stima è tra i 22.000 e 31.000 esemplari; il Pappagallo Ara di Spix, attualmente vi sono in cattività circa 85 esemplari.
E’ allarme anche per il Pinguino imperatore, di cui si contano 595mila esemplari e inoltre la Tartaruga embricata, della quale restano fra le 20mila e le 23mila femmine nidificanti. A rischio estinzione sono ancora: il Leopardo dell’Amur, in natura ne restano circa 100 esemplari; il Rinoceronte nero, ne restano circa 5.600 esemplari; l’Orango del Borneo, ne restano circa 100mila.esemplari; l’Orango di Sumatra, ne restano 7500; il Rinoceronte di Giava. ne restano circa 60 esemplari; il koala australiano, ne sono rimasti solo 80 mila; il Gorilla del Cross River , ne restano dai 200 ai 300 nelle foreste tra Camerun e Nigeria; il Gorilla di pianura orientale, si stima che ne esistano circa 5mila esemplari. nelle foreste della Repubblica Democratica del Congo; l’Elefante di Sumatra, ne restano 2.400-2.800 esemplari; la focena del Golfo di California, ne restano una decina.
Tra le specie a rischio, inoltre, secondo il Wwf, ci sono in Italia : l’orso marsicano, oggi ridotto a poche decine di esemplari; l’Aquila del Bonelli, 40 coppie; il Gipeto, una decina di coppie; la Lucertola delle Eolie, di cui sopravvivono meno di mille esemplari.
In Europa: allarmante è la realtà del Chiurlottello, la specie più rara di uccelli del paleartico occidentale, che abita le regioni orientali del continente europeo, si stima che ne rimangano circa 50 esemplari.
Nelle Americhe sono in pericolo: il lupo rosso, la vaquita, il bradipo pigmeo e l’ara golablu.
In Asia: il cavallo di Przewalski, il pangolino cinese, il kouprey.
Ogni giorno, inoltre, più di 7000 specie animali rischiano la vita a causa dei bracconieri: elefanti, trichechi e ippopotami sono perseguitati da criminali che vogliano trasformare le loro zanne in oggetti d’avorio; rinoceronti massacrati a causa del loro corno; tigri cacciate e rivendute al mercato nero asiatico.
E mentre le Api rischiano praticamente l’estinzione per avvelenamento da uso intensivo di pesticidi, 2 milioni di canguri vengono massacrati ogni anno e le loro pelli destinate a diventare scarpe da calcio e tute da moto. L’estinzione, inoltre, di numerose specie animali è causata dalla deforestazione e dagli incendi con conseguente impoverimento genetico. Le foreste, infatti, sono un habitat naturale per milioni di forme di vita oltre che di specie vegetali. La deforestazione ormai minaccia il più grande contenitore di biodiversità nel mondo, la Foresta Amazzonica , che negli ultimi cinquanta anni ha perso oltre il 18% della foresta originaria, ricca di oltre trecentonovanta miliardi di alberi e 16.000 specie diverse.
Si fa, pertanto, sempre più urgente la scelta di modificare l’impronta umana sulla natura contraddistinta, negli ultimi cinquanta anni, da distruzione, degrado e sfruttamento delle risorse.
E’ necessario che l’Essere umano comprenda che l’Umanità non ha futuro senza un futuro per il Pianeta. La salute dell’una è legata alla salute dell’altra.
E’ necessario allora agire in fretta su vari fronti ma principalmente su: deforestazione, traffico illegale di specie, cambiamento climatico, inquinamento da plastica e lotta ai pesticidi.
E’ necessario fermare la distruzione degli ecosistemi naturali; frenare il consumo delle risorse e la produzione di rifiuti. Il benessere per l’Umanità intera passa necessariamente evitando gli incendi e la distruzione delle foreste, evitando l’asfissia da plastica degli oceani, lo sterminio ed il traffico degli animali e rispettando la vita delle api..
Oltre alle numerose specie animali destinate a perire durante un incendio, va osservato come il fuoco modifichi profondamente il microclima dell’area andata distrutta, di conseguenza, la nuova colonizzazione da parte delle differenti specie sarà difficoltosa, ciò incidendo negativamente sul ciclo riproduttivo delle stesse.
Difendere le specie animali in estinzione è un dovere per tutti, il loro benessere deriva dall’equilibrio globale del Pianeta. Il loro salvataggio, però, passa attraverso la tutela e la conservazione degli habitat naturali.
E’ pertanto dovere non solo dei Governi del mondo ma di tutti gli esseri umani contribuire per costruire un mondo in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura.
In particolare raccomanda il WWF è fondamentale: ridurre le minacce per le specie a livello locale e globale; stimolare, ai vari livelli governativi ed istituzionali, la promozione di idonei interventi conservativi degli habitat naturali ed incoraggiare le comunità locali a preservare le specie.
Ogni giorno si estinguono mediamente 50 specie di animali, per effetto dei danni derivanti dalle attività umane ed anche se ogni giorno nuove specie vengono scoperte, farà, però, un certo effetto, carico di malinconica nostalgia, non vedere più, a breve termine, il continente artico senza la banchisa ghiacciata dominata dalla presenza dell’Orso Bianco a farla da padrone assoluto, se il processo di scioglimento dei ghiacciai, per effetto del surriscaldamento dell’atmosfera, procederà con il ritmo attuale.
Una prospettiva che deve servire da monito per tutti!

Eduardo Terrana
Giornalista – saggista. Conferenziere internazionale su diritti umani e pace
Diritti riservati

Pubblicato anche su Verso – spazio letterario indipendente:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2021/09/06/salviamo-la-biodiversita-del-pianeta-il-58-degli-ecosistemi-e-a-rischio-ma-laspetto-meno-conosciuto-e-compreso-e-costituito-dagli-animali-in-estinzione-di-eduardo-terrana/?preview=true