CHI È INSENSIBILE ALLA MALATTIA E ALLE DISGRAZIE ALTRUI?, di Maria Clausi

CHI È INSENSIBILE ALLA MALATTIA E ALLE DISGRAZIE ALTRUI?

Nella vita ho avuto spesso la sfortuna di conoscere persone che ironicamente vorrei definire “diversamente umane”!

Queste persone mostravano una spiccata insensibilità per chi era malato o comunque sofferente per una qualche ragione indipendente dalla sua volontà. 

Queste persone deridevano con sommo piacere chi si trovava in una condizione di solitudine perché senza una compagna o un compagno. Deridevano chi si trovava in difficoltà economiche. Deridevano chi soffriva di una malattia ed era costretto ad assumere farmaci. Se poi la malattia era ansia o depressione  allora lo scherno raggiungeva vette elevatissime. 

Credo ci sia alle volte un rapporto inversamente proporzionale tra chi soffre e chi gioisce della sofferenza altrui.

Ma perché un essere umano gioisce per le sofferenze di un suo simile?

Difficile dare una risposta. Talvolta ho notato che dietro la insensibilità o lo scherno c’era la superbia, un modo assai contorto di ragionare: se io sono sano e non sono malato è perché sono stato più bravo e più attento a non ammalarmi! Se non ho problemi economici è perché sono piuttosto in gamba nel guadagnare denaro! Se non sono solo è perché ho una straordinaria capacità di attrarre!

Che dire? Se qualcuno è convinto che la vita con lui sia benevola perché più bello e più intelligente degli altri,  lasciamoglielo credere.

Certe volte mi è capitato pure che taluna o taluno deridesse qualcuno per un difetto presente in lui o lei o in qualcuno della sua famiglia: ecco, questo è uno di quei casi in cui “i conti non mi tornano”!

MC