“Abelardo ed Eloisa”, l’appassionante storia d’amore riscritta dal vicentino Luigi Umberto Giacomuzzi, che piace tanto ad Alfredo Rapetti Mogol

Questo è sul libro “Abelardo ed Eloisa”, scritto in versi sotto forma di opera teatrale dall’autore vicentino Luigi Umberto Giacomuzzi ed editato dalla Aletti Editore sempre nella collana “I Diamanti”.
L’opera porta la prefazione di Alfredo Rapetti Mogol, che utilizza parole di complimenti per la qualità dello scritto.
Giacomuzzi è commercialista, è laureato in Lingua e letteratura straniere, ed è stato sindaco del Comune di Noventa Vicentina.

Caterina Aletti

Aletti Editore

Felice ritorno in libreria per l’autore vicentino Luigi Umberto Giacomuzzi con il libro “Abelardo ed Eloisa”, dramma storico in versi, editato dalla Aletti Editore nella prestigiosa collana “I Diamanti” e presentato dal noto paroliere Alfredo Rapetti Mogol, che ne ha curato la prefazione. 

Il testo, sotto forma di opera teatrale, è dedicato alla travagliata storia d’amore fra il grande filosofo precettore e la sua giovane colta bella allieva, nella Parigi dei primi decenni del XII secolo. 

L’appassionante storia, raccontata dagli stessi protagonisti nell’intensa corrispondenza epistolare rinvenuta tra i due, ha solleticato l’immaginazione di Giacomuzzi, che ne ha realizzato questa pregevole opera. La trama cattura l’attenzione del lettore, non solo grazie all’intrigante vicenda sentimentale, ma anche al contesto storico ricco di nuovi fermenti culturali, a qualche nozione di dottrina, che sono esposti con la musicalità della metrica, di cui l’autore è un gran cultore. 

È un amore antico, quello di Giacomuzzi per il ritmo della parola. Dall’età di dodici anni, quando prese in prestito un libro che parlava di metrica, da uno dei suoi fratelli più grandi, e lo lesse fino ad entusiasmarsi. «I versi sono tutti endecasillabi intervallati da settenari. Ho cercato la massima semplificazione per garantire snellezza al testo, che sarebbe risultato ancora più lungo dei 4000 versi sviluppati» ha confidato Giacomuzzi che, oltre alla passione per la scrittura di romanzi storici, di libri di poesia e narrativa, grazie alla quale ha ottenuto importanti riconoscimenti, è commercialista di professione, con una laurea in Lingua e letteratura straniere, ed è stato anche sindaco del proprio Comune. 

La vita piena di interessi e vivace di Giacomuzzi ha alimentato le emozioni dei protagonisti, che sono state incrementate dalla sua esperienza personale, fino a renderle palpabili e attuali. «I dialoghi tra Abelardo ed Eloisa palpitano più vivi che mai a più di ottocento anni di distanza e arrivano vergini ed intatti fino a noi – ha affermato Mogol junior complimentandosi per la qualità della scrittura -. Il pathos scaturisce vividamente dai versi di Giacomuzzi e ci rende partecipi al battito dei loro cuori come fossero con noi nella stessa stanza a distanza di un respiro». 

Il lavoro più impegnativo è stato studiare la storia, vagliare documenti, per decidere il taglio da dare alla narrazione. Soltanto dopo che il libro aveva preso forma almeno nella mente dell’autore, Giacomuzzi si è lasciato guidare dall’ispirazione, trasferendo sulle pagine anche dettagli personali nella piacevole sintesi proposta. 

Come si legge nella nota riportata nel retro di copertina: «È un’opera da leggere, godendo della musicale fruibilità dei versi, sia nei momenti di estrema felicità per le gioie intense dell’amore, sia nei successivi delicati rimpianti e nelle profonde sofferenze interiori che termineranno soltanto nella luce della visione eterna e immortale dell’amore». Grazie alla lettura, sarà possibile aggiungere qualche tassello in più al ritratto dell’antico e sempre attuale sentimento che colora le nostre vite.