A Lecco, nelle due sedi di Palazzo delle Paure e di Villa Manzoni, si tiene la mostra Paesaggi Possibili. Da De Nittis a Morlotti, da Carrà a Fontana, aperta fino al 21 novembre 2021.

La rassegna, curata da Simona Bartolena, prodotta e realizzata da ViDi – Visit Different, in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Urbano Lecchese, analizza, attraverso un centinaio di opere, l’interpretazione che del paesaggio hanno dato grandi maestri italiani, da Fontanesi ai grandi interpreti della macchia, da Previati ai maestri del divisionismo, dai futuristi a Carrà fino al lecchese Morlotti.

L’esposizione s’intreccia con il patrimonio del Sistema Museale Urbano Lecchese : se da un lato, le sale di Palazzo delle Paure accolgono alcuni lavori di proprietà dei musei di Lecco  dall’altro, il percorso trova una naturale continuazione all’interno della Galleria d’Arte Moderna di Villa Manzoni.

Già di fronte alla biglietteria di Palazzo delle Paure la mostra svela tutto il suo fascino con la presenza di due capolavori: Pini sul mare in Liguria (1908) di Gaetano Previati e Pagliaio a Fauglia (1920) di Giorgio Kienerk.

La prima sala è dedicata agli esordi del paesaggio come soggetto della pittura. L’autonomia del paesaggio come genere pittorico è molto recente. Solo nel XIX secolo, infatti, gli venne riconosciuto un ruolo autonomo: non più paysage historique, non più scenografia per racconti mitologici, religiosi o storici, ma tema a se stante, momento di osservazione del vero dal vero, occasione di sperimentazione tecnica ed espressione poetica.

Di rilievo una bella veduta di Pescarenico di Gerolamo Induno, Il lago del Mucrone di Lorenzo Delleani e Pastorella con il suo gregge al tramonto di colui che da molti critici è considerato un po’ il primo paesaggista e verista italiano, Antonio Fontanesi.

La mostra prosegue introducendo il modo di rappresentare il paesaggio dei Macchiaioli, la corrente pittorica che prese vita al Caffè Michelangelo a Firenze e si consolidò tra le spiagge e la campagna di Castiglioncello.

Celebri esponenti di questo movimento furono Silvestro Lega, di cui la mostra presenta la piccola tavola Campagna con grano, e Telemaco Signorini, presente con Veduta di Vinci. Accanto a loro, i curatori hanno posto opere di rilievo come Paesaggio con alberi di Ludovico Tommasi, Nevicata di Renato Natali e, più tardiva, la tela Santa Maria a Montici di Ulvi Liegi.

Successivamente la mostra indaga lo sviluppo della pittura di paesaggio in due scuole che, insieme a quella toscana dei macchiaioli, hanno caratterizzato il nostro Ottocento: la scuola campana, presentata soprattutto con Via dei portici di Giuseppe de Nittis e Panni al sole di Michele Cammarano, e la ricchissima scuola lombardo-veneta con diversi artisti talentuosi.

Tra le opere da segnalare Mulini di Beppe Ciardi, Naviglio di Pavia di Emilio Gola, un suggestivo I fiori alla mia mamma a Monza di Pompeo Mariani e una bella veduta alpina di Eugenio Gignous dal titolo Montagna.

Il percorso che dal paesaggio verista conduce pian piano ad una smaterializzazione dell’immagine passa per una tappa fondamentale che il visitatore può cogliere nella sezione dedicata al Divisionismo.

Questa parte del percorso si apre con Alla sorgente del Piserottino (1880), realizzato da Vittore Grubicy de Dragon, per proseguire con altri famosi interpreti di questa tecnica pittorica quali Carlo Fornara, con Pomeriggio di giugno (1944) e Plinio Nomellini, con Strada con figure (1890).

L’ultima sezione della mostra allestita a Palazzo delle Paure presenta il paesaggio come venne riprodotto dai pittori del Futurismo e delle Avanguardie che si svilupparono nel corso dei primi decenni del Novecento.

Un ponte tra le due sezioni, la precedente divisionista e quella dello sviluppo delle avanguardie, è un’insolita opera di Giacomo Balla, Campagna romana con sentiero (1905). Subito dopo, però, è Paesaggio simultaneo + aerei Caproni (1929) di Giulio D’Anna, a presentare l’idea futurista del paesaggio ed aprire le porte ad una serie di capolavori della prima metà del Novecento. Tra questi meritano di essere citati Composizione (1940) di Mario Sironi, una Marina del 1941 di Carlo Carrà, Estuario (1931), tavola di grande vivacità cromatica di Cagnaccio di San Pietro e Ambiente spaziale (1948) di Lucio Fontana.

La bella e coloratissima tela Adda a Imbersago (1957) del lecchese Ennio Morlotti fa quasi da collegamento con la seconda parte della mostra, che attinge alle collezioni della Galleria d’Arte Moderna, ospitata a Villa Manzoni, residenza della famiglia dell’autore dei Promessi Sposi, che si trova poco distante dal centro di Lecco, nel rione del Caleotto.

Qui ripartiamo da Morlotti, con un Paesaggio (1945) per incontrare poi altri maestri della pittura italiana: un Tramonto innevato del 1918 di Leonardo Bazzaro si confronta con un Paesaggio molto più tardo di Leonardo Dudreville, una rappresentazione serale della Val Vigezzo (1918) di Arturo Tosi strizza l’occhio al Lago con salice dalla Malpensata, eseguito da Donato Frisia nel 1937. 

Da non perdere, infine, la possibilità di visitare le diverse sale, la cantina e la cappella di Villa Manzoni con un biglietto aggiuntivo di soli 2 euro.

La villa, appartenuta alla famiglia Manzoni dal 1615 fino al 1818, è stata la casa dove lo scrittore ha trascorso la sua infanzia e giovinezza. Proprio da queste stanze poteva ammirare la splendida cornice delle montagne lecchesi, con le acque del fiume Adda e quelle del lago, un territorio divenuto scenario di una delle storie d’amore più conosciuta al mondo.

Costruita attorno a un cortile porticato, Villa Manzoni presenta una struttura tipicamente neoclassica. Dal cortile si accede alla Cappella dell’Assunta, dove è sepolto il padre dello scrittore, Pietro Manzoni.

La mostra Paesaggi Possibili: da De Nittis a Morlotti, da Carrà a Fontana è aperta al pubblico fino al 21 novembre 2021 nei seguenti orari di apertura

  • Palazzo delle Paure: lunedì  chiuso; martedì 10.00-13.00; mercoledì e giovedì 14.00-18.00; venerdì, sabato e domenica, 10.00-18.00
  • Villa Manzoni: lunedì chiuso; martedì 14.00-18.00; mercoledì e giovedì 10.00-13.00; venerdì, sabato e domenica 10.00-18.00