Intervista a Gabriella Paci poetessa e autrice di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Siamo lieti di pubblicare per i nostri lettori questa interessante intervista alla poetessa Gabriella Paci, che inoltre è una valida autrice della redazione di Alessandria today.

Ci vuoi raccontare chi sei ,cosa fai nella vita e qualcosa della città in cui vivi?

Non è facile raccontare chi siamo se non per quanto riguarda le attività che svolgiamo ,gli hobbies, o gli interessi: il resto ,quello che attiene alla sfera più personale, nel mio caso lo raccontano le mie poesie dove emerge forse la parte più segreta e, a volte ,sconosciuta anche per me finchè non trova la sua dimensione nella parola.

Comunque sono ora una  ex – insegnante di materie letterarie, disciplina che ho insegnato con grande interesse e passione fino al 2020 in un istituto tecnico della mia città,Arezzo.

L’istruzione è fondamentale per formare giovani in grado di orientarsi in modo consapevole nel mondo e le lettere, per la loro peculiarità di abbracciare ambiti diversi, che spaziano dalla storia alla geografia, alla politica, all’economia e che permettono grazie alla parola di appropriarsi della realtà sono ,a mio parere, una materia che arricchisce chi la trasmette e chi ne fruisce. 

Ora mi dedico allo sport, alla lettura, ai viaggi, alle amicizie… alla scrittura che tanto amo e che ho sempre esercitato seppure in modi diversi.

Vivo da sempre ad Arezzo, una città del sapore provinciale che, se per certi aspetti costituisce un limite, ,n quanto mancano eventi culturali di spessore o  iniziative che animino la routine,  è anche un pregio poiché permette passeggiate nella vicina campagna, la conoscenza di molti, la conduzione di una tipo di vita relativamente tranquillo e spostamenti senza grandi difficoltà.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Fin da bambina ho sempre avuto inclinazione a scrivere e ho coltivato questa mia attitudine frequentando il liceo classico prima e la facoltà di storia e filosofia a Firenze dove mi sono laureata. Infatti lo studio del pensiero e di come l’uomo affronti i grandi quesiti dell’esistenza mi hanno sempre affascinato e direi che proprio l’espressione dei sentimenti, dei dubbi e dei grandi interrogativi esistenziali sia il filo conduttore della mia produzione letteraria.

Ho comunque dato inizio – nel senso di produzione continuativa e prettamente personale e non istituzionalizzata – alla scrittura solo nel 2014, quando l’attraversamento di un periodo particolarmente doloroso, ha fatto sì che la poesia nascesse come espressione “involontaria “ per esternare  e in qualche modo “estraniare “ il dolore nel passaggio “dentro-fuori”. Da allora in poi la poesia è diventata un’attività esistenziale, un modo privilegiato  per condividere emozioni e pensieri con ipotetici altri . Ne sono nate, ad oggi quattro sillogi edite.

Sinora hai pubblicato quattro raccolte di poesie: ce ne vuoi parlare?

Come ho già detto, le poesie nascono dall’esigenza di comunicare emozioni ,stati d’animo, pensieri … il poeta è qualcuno che cerca di dare una “presenza” a tali espressioni astratte attraverso la parola ed è un guardare e un guardarsi oltre quello che fanno la maggior parte delle persone .

Ecco il titolo della prima raccolta edita da Aletti nel 2015”Lo sguardo oltre…”,conla prefazione dellaprof.Adua Bidi Piccardi, dove c’è anche meta- poesia in quanto mi interrogo come si evince dal titolo della prima sezione “Il senso delle parole “sul valore della parola e,dunque, della poesia,che  diventa il mezzo per dare vita a emozioni condivisibili.

A seguire,si affrontano temi riguardanti gli affetti più cari , il paesaggio, visto come faceva anche Leopardi o lo stesso Montale come alter ego di emozioni ,o eventi di rilevanza sociale e politica e dunque di grande impatto emotivo.

Segue nel 2017 la stampa di “Onde mosse “per conto della casa editrice “Effigi con la prefazione del prof.Nicola Caldarone . Ancora una volta è l’onda travolgente del sentire che dà il titolo al libro e alla sua prima sezione a cui seguono “Sgomento e meraviglia” e” sull’onda degli affetti “Anche qui si cerca di dare vita alle parole, anche quelle più comuni, per ampliarne il senso e la suggestione e far sì che si adattino al verso ,ora di ampio respiro, ora frantumato, spezzato.In “Sgomento e meraviglia “ si ha più che nelle alte due sezioni,lo sguardo volto alla meraviglia sia in senso positivo, di fronte alla bellezza della natura, sia facendola trasformare in sgomento di fronte ad  attentati terroristici o a calamità naturali.

“Le parole dell’inquietudine “ edito da Luoghinteriori nel 2019 e prefatto dal prof. Nicola Caldarone,

ha una cover che è già emblematica: l’inquietudine, stato d’animo molto conosciuto dai poeti e non solo, si apre alla speranza e la foto di un albero scheletrito che si staglia su un cielo plumbeo ma che ha un ampio squarcio di luce , ne è la rappresentazione iconica. Ci si interroga sui punti di riferimento dell’esistenza, che sembrano essere scomparsi, e si indaga sul mistero della vita e del dolore, non tanto per trovare risposte, quanto piuttosto per avere il senso della fratellanza e la speranza di un superamento del senso di impotenza. Non si contempla dunque il proprio “io “ ma si iva alla ricerca degli altri “Io” nella convinzione che ci sono sentimenti universali e che dunque, nessuna poesia sia mai solo lirica.

Infine è del gennaio 2021 la quarta silloge “Sfogliando il tempo “edita da Helicon e prefata dalla pro.ssa Fernanda Caprilli. Le poesie ivi contenute non possono non essere influenzate dalla terribile pandemia che ci ha colpito e che sono contenute nella sezione centrale “Tempo fragile “ un tempo che pare aver perduto le le sue connotazioni abituali e che pare appunto “rompersi “nei frantumi di tutto quello che credevamo ci appartenesse. Allora come spesso accade in simili circostanza, quando il presente è negativo, si trova rifugio nel ricordo del passato ,che la memoria addolcisce e rende spesso un tempo favoloso come accade nella sezione “Passate stagioni”. E’ come sfogliare un album di istantanee che ritraggono persone e momenti della nostra infanzia e giovinezza e che ci alleggeriscono il peso del presente che, tuttavia, non deve mai chiudersi alla visione della prospettiva. Ed  è proprio questa speranza di rinascita che può dare voce alla parola.nella terza sezione “ricorrenze” ci sono invece fatti la cui specificità è data dal contesto storico, ma che similemente sono accaduti nel passati e continueranno a verificarsi come “incendi, attentati, stagini climatiche ecc…

Sei diventata autrice di Alessandria Today : ci vuoi raccontare questa tua esperienza e che consigli ti senti di dare alla redazione ?

Pubblicare le mie poesie su Alessandria Today grazie all’invito di Pier calo Lava, è stata occasione speciale per poter ampliare la diffusione delle mie opere e leggerne altre di spessore.

Non solo:poter pubblicare anche articoli di attualità e cultura ha indubbiamente ampliato il ventaglio delle forme espressive e dei temi da trattare, offrendomi dunque un nuovo scenario in cui valorizzare l’espressione e il proprio punto di vista, su vari temi e ambiti di interesse.

I consigli? Per ora mi sembra che non ce ne sia bisogno poiché la varietà e la ricchezza dei contenuti dimostrano che la scelta fatta dalla redazione copra non solo gli interessi del territorio limitrofo ma dia la possibilità di spaziare nel mondo,dalla realtà vicina ai redattori a quella internazionale.

Un plauso va anche alla  semplicità di potersi inserire nel blog: elemento per me di non trascurabile rilevanza,data la mia limitata competenza dei mezzi informatici.

Chi è per te un poeta  e secondo te che ne pensa la gente dei poeti?

 Un poeta è una persona che,a prescindere dalla sua formazione culturale e dalla professione o attività lavorativa ,ha una particolare capacità di “guardare oltre”si nella realtà che lo circonda sia in quella emozionale propria. E’ovvio che occorre avere una formazione linguistica  di un certo livello,per potere disporre di una gamma adeguatamente vasta di termini espressivi e conoscere la struttura della lingua,ma ciò non è sufficiente senza avere buona dose di sensibilità, creatività, fantasia e desiderio di comunicare.

Oggi molti si cimentano nella poesia per cui l’opinione pubblica è forse un po’ cambiata rispetto al passato, quando i poeti venivano considerate persone poco socievoli e comunque poco pratiche, sognatori e produttori di scritti senza valore sociale .Oggi la poesia è in aperte rivalutata ,come dimostrano i programmi scolastici ministeriali ma ancora la maggior parte della gente non la apprezza, perché prevalgono interessi economici e pratici, mentre la poesia richiede ascolto e riflessione. 

Come definisci la tua poesia e infine,poeti si nasce o si diventa? 

La mia poesia si può considerare, come ho già detto,Lirico-civile in quanto esprime emozioni e sentimenti propri di tutti o di moltissimi e, per questo ,si fa voce collettiva.Inoltre non trascura di occuparsi anche di eventi di rilevante poertata, che accadono nel mondo, quale ad esempio ,la violenza sulle donne, la condizione delle donne afghane, la shoah, i disastri ambientali e cosi via. E’dunque poesia occasione di introspezione e di osservazione dell’ambiente nella volontà di condivisione e concretizzazione del pensiero in senso lato. 

Credo che si nasca poeti, ma che, per dirla come Pascoli, bisogna saper ritrovare dentro se stessi quella voce interiore che spesso viene soffocata dal qualunquismo e dall’apatia a cui ci conduce la vita. Ma se si è nati poeti, ci sarà un momento della vita in cui la poesia ci verrà a visitare e allora non sarà possibile ignorarne il richiamo.

Hai partecipato a vari concorsi ottenendo importanti riconoscimenti : ce ne vuoi parlare?

 Prima di dare alla stampa  la mia prima raccolta, avevo casualmente partecipato a qualche premio letterario : i risultati soddisfacenti sono stati incentivo a continuare a scrivere anche perché vedevo appunto che le mie parole arrivavano a colpire la sensibilità dei giurati.

Dal 2014 ad oggi , annovero 170 premi ottenuti in concorsi  a carattere internazionale o addirittura mondiale (come una delle due menzioni  speciali al premio mondiale “Nosside” nel 2019) o   in concorsi :  mi ha dato la consapevolezza che la poesia può ancora esistere e che può comunicare molto.

Tra tutti, ne citerò solo alcuni degli ultimissimi come : 2°classificata al premio “Cumani-Quasimodo e finalista quest’anno 2020  e finalista quest’anno; Targa d’onore al premio “Alda Merini” nel 2020; 1°classificata al premio al premio internazionale “Emozioni poetiche ;“3°premio al concorso internazionale A.U.P.I ;3°premioal concorso internazionale  “Giglio blu di Firenze 2020“1°classificata premio “Ugo De Bernard 2021 ;Finalista al premio “Dante “ Accademia dei Bronzi 2021;1°premioal concorso internazionale A.U.P.I- Otma 2” e l’elenco potrebbe di gran lunga continuare.

Ogni volta che ottengo un risultato gratificante è per me una nuova emozione e soddisfazione di vedere che ciò che da sempre mi appassiona e in cui credo mi dà una conferma di qualità e di condivisione .

Quanto tempo dedichi al giorno alla scrittura e a che ora preferisci scrivere?

Di solito mi dedico alla scrittura di pomeriggio, chiusa nel mio studio con la finestra da cui osservo il cielo : non c’è un’ora particolare perché l’ispirazione, per la poesia , ha tempi tutti suoi e  è sollecitata da un odore,un suono, un oggetto, un fatto….

Anche il tempo che le dedico varia; possono essere pomeriggi interi o quasi o un’ora soltanto. La poesia è una forma di scrittura ribelle ai tempi e lo dimostra il fatto che sono riuscita a scrivere durante il mio lavoro di insegnante, con altri vari impegni e incombenze: diversamente avviene per la prosa, dove si allungano i tempi e posso decidere come e quando occuparmene.

Quali sono i tuoi autori preferiti  e chi ti ha ispirato ?

Per la poesia i miei autori preferiti, nonché fonte di ispirazione sono stati Petrarca, Leopardi, D’annunzio, Pascoli  e Montale ma amo anche Quasimodo, Sereni, Zanzotto, Pozzi, Merini e l’elenco potrebbe continuare :ognuno con la propria specificità ha dato un contributo alla formazione del mio gusto e affinato la tecnica di scrittura:per questo consiglio di avere una base culturale prima di dedicarsi alla produzione personale.

Dei contemporanei apprezzo “colleghi di penna “che ho il piacere  di incontrare anche in occasione di cerimonie di premiazione ma il cui nome, per correttezza verso altri, mi riservo di omettere. Sono invece un po’ perplessa verso un tipo di poesia per così dire “rivoluzionaria” che accosta parole in libertà come facevano i “futuristi “ corrente letteraria che non mi ha mai convinto.

Cosa consigli  a chi vuole iniziare a scrivere poesie ?

Come ho già detto in precedenza, per scrivere poesia ci vuole una base culturale al di là della professione o dell’attività lavorativa e sentire dentro una voce interiore che parla…la poesia non è scrittura a tavolino…non si può dire:_”ora voglio scrivere poesia “

Tanti scrivono ma la poesia ha le sue regole di musicalità, di figure di suono e di significato anche se non si segue la metrica.

Stai già scrivendo una nuova raccolta di poesie? Ce ne vuoi parlare?

Continuo a scrivere, perché ne sento l’esigenza e già ho oltre trenta poesie inedite che già al premio internazionale “Ut pictura poesis” si sono presentate sotto la veste di silloge inedita ed hanno  ottenuto un prestigioso riconoscimento. Credo che costituiranno, insieme ad altre, una prossima silloge edita, di cui ho anche in mente il titolo che potrà cambiare se le poesie che andrò a scrivere si orienteranno verso tematiche specifiche. Per ora procederò come ho sempre fatto: se le poesie singole ottengono riconoscimenti vari, le raccolgo in una silloge  e le pubblico. Dunque ogni libro ottiene premi come produzione edita ma ha già al suo interno testi quasi tutti premiati….

Progetti e  ogni nel cassetto?

Oltre al progetto di continuare a scrivere poesie coltivo quello di poter riprendere a viaggiare come ho fatto nel passato, prima che la pandemia ci fermasse.  

Mi piacerebbe anche dedicarmi alla critica letteraria, anche in  giurie di premi importanti  oltre che ad essere redattrice per”Alessandria today” e” la Voce agli italiani”e, dunque ampliare la mia produzione letteraria.

Ora bisogna comunque cercare di riprendersi la vita e spero che si possa uscire da questo timore di contagio che frena la mia voglia di andare lontano… Questo credo sia un sogno comune a tutti.

Altri sogni sono quelli di avere salute e serenità per me e per quelli che amo, e di non tornare ad avere l’incubo del terrorismo.