Date: 13 settembre 2021

Author: Enrico Sozzetti

Il report 2021 dell’Ance Alessandria (Collegio costruttori edili) parla chiaro: bene i lavori pubblici come i privati, effetti positivi delle grandi opere e del ‘superbonus 110 per cento’. Le difficoltà maggiori restano quelle delle semplificazioni e del mercato dei materiali da costruzione.

«Ripresa dinamica» per l’edilizia. Il report 2021 dell’Ance Alessandria (Collegio costruttori edili) parla chiaro, così come lo fanno il presidente, Paolo Valvassore, e il direttore, Marco Massone. «L’impatto del Covid sui dati della Cassa Edile di Alessandria si è rivelato meno drammatico del previsto e, se i dati dello scorso anno lasciavano presagire una decisa flessione dei principali indicatori, il consuntivo ha dimostrato, invece, segni di un importante recupero. La tendenza evidenziata nei primi mesi del 2021 – sottolinea Valvassore – è quella di una crescita costante e resta la fiducia in una ripresa del trend di crescita al quale abbiamo assistito negli ultimi anni».

L’area che ha dimostrato finora una particolare vivacità è quella monferrina dove è stato registrato un aumento del quattrocento per cento dei permessi di costruire e del cinquantacinque per cento delle manutenzioni straordinarie. Dati positivi anche sul fronte del mercato immobiliare. Nonostante la congiuntura straordinaria causata dalla pandemia e dai lockdown, l’anno 2020, rispetto al 2019, ha pressoché mantenuto inalterato il numero medio di unità immobiliari compravendute sul territorio provinciale (+ uno per cento): la macro zona del Tortonese ha segnato gli incrementi più evidenti (+ tredici per cento), ma il Casalese si colloca a un passo grazie al + dodici per cento che è stato registrato. Negativo invece il dato che arriva da Alessandria dove è stato invece evidenziato un lieve trend negativo (- sette per cento).

L’incentivo straordinario del ‘Superbonus 110‘ per cento ha generato un impatto più che positivo sull’andamento in tutti i sette Comuni centri zona della provincia nel primo semestre 2021.

Enti locali ‘vivaci’

Il Report 2021 elaborato da Ance Alessandria ha scattato una fotografia che racconta di buonissimi indicatori economici e di cambiamenti in corso in tutto il comparto. I focus aperti dalle relazioni di Cristiano Zanardi, Romano Mutti e Stefano Ponzano su alcuni dati strategici per comprendere lo stato di salute dell’edilizia pubblica e privata trasmettono note incoraggianti, ma parlano di una preoccupazione diffusa, tanto per cambiare, rispetto alle scelte e alle decisioni del governo e del parlamento.

Nel settore dei lavori pubblici la domanda complessiva dei primi otto mesi del 2021 ha già raggiunto il livello dei 190 milioni, pari a quello complessivo del 2020. «L’importo complessivamente appaltato rimane più che apprezzabile, anche al netto dei due maxi-appalti ‘occasionali’ di Cociv (95 milioni) e Iren (41 milioni). Merita di essere segnalata – sottolineano i vertici del Collegio Costruttori – la grande vivacità degli enti locali provinciali (anche quelli di piccole dimensioni) che, per l’anno in corso, sono riusciti ad ottenere il finanziamento per oltre trecento interventi per opere pubbliche e messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico: l’importo complessivo di sessanta milioni può rappresentare la ‘linfa vitale’ per le numerose micro e piccole imprese della nostra provincia».

Il Report di Ance Alessandria sottolinea poi il contributo di progettualità degli stessi enti (al netto dei maxi-progetti, di importo superiore ai cinquanta milioni, circa centoquaranta interventi ‘locali’, per 567 milioni) al piano ‘Next Generation Piemonte’ (quasi tremila interventi per oltre 34 miliardi) con la speranza «che possa divenire qualcosa di più di un ‘libro dei sogni’».

Settore immobiliare con il segno ‘più’

Il settore immobiliare, nonostante la congiuntura straordinaria causata dalla pandemia e dai lockdown, ha confermato i segnali di ripresa già dal 2014/2015. Lo scorso anno, rispetto al 2019, ha pressoché mantenuto inalterato il numero medio di unità immobiliari, comprate e vendute, sul territorio provinciale. «La macro-area del Tortonese ha segnato incrementi del tredici per cento, l’area del Casalese del dodici per cento, mentre il territorio comunale dell’Alessandrino ha evidenziato un trend negativo del sette per cento. Situazione stabile, invece, negli altri Comuni centro zona. Va ricordato, comunque, che i dati dei volumi di compravendita riguardano la totalità degli immobili trasferiti sul mercato immobiliare» precisa una nota dell’Ance.

Permessi, boom a Casale e Tortona

Infine, l’incentivo straordinario del Superbonus nel primo semestre del 2021 ha generato, come era nelle aspettative, un impatto più che positivo sull’andamento di titoli abitativi richiesti o comunicati ai sette Comuni centri-zona della provincia, con un incremento del quarantacinque per cento del numero di permessi di costruzione (1.425 in tutto) necessari per avviare gli interventi più significativi (nuove costruzioni, sostituzioni edilizie ed ampliamenti) e del trentanove per cento del numero di comunicazioni (279 in totale) per avviare interventi di manutenzione straordinaria. A Casale è stato registrato un aumento del quattrocento per cento dei permessi di costruire e del cinquantacinque per cento delle manutenzioni straordinarie, un altrettanto robusto incremento è stato registrato nel Tortonese (più 267 per cento e più 87 per cento). Se per le manutenzioni straordinarie, anche Acqui Terme e Novi Ligure registrano incrementi del 72 e 67 per cento (Ovada e Valenza sono stabili), per i permessi di costruire solo Alessandria manifesta un passo avanti con un buon venticinque per cento di aumento, mentre per le altre città le oscillazioni sono minime.

Dai dati dalle notifiche preliminari tramesse agli enti competenti, nel primo semestre 2021 è emerso che il 34 per cento dei cantieri comporta lavori superiori ai 100.000 euro, il 19 per cento lavori compresi tra i 50.000 euro e i 100.000 euro e il 47 per cento lavori inferiori ai 50.000 euro. Nel primo semestre 2021, rispetto al primo semestre 2020 (e più in generale al trend registrato dal 2019), sono quindi aumentati i cantieri caratterizzati da opere e investimenti più rilevanti: + 29 per cento i cantieri superiori ai 100.000 euro e + 19 pere cento i cantieri tra i 50.000 e i 100.000 euro.

Imprese ancora troppo piccole

«Le micro-imprese si sono stabilmente affermate come il principale attore dell’edilizia: ad Alessandria oltre il settanta per cento delle imprese ha meno di cinque addetti (il sessanta per cento ha tre addetti e il novanta per cento fino a nove addetti, ndr)». Il nanismo delle imprese resta un problema italiano. E rilancia il paradosso di un Paese che da una parte vuole favorire gli interventi, in particolare quelli manutentivi, però dall’altra dimentica che con aziende troppo piccole non è possibile garantire l’apertura e la gestione dei cantieri nei tempi previsti dal governo. E senza dimenticare il nodo rappresentato dalla disponibilità di manodopera adeguatamente formata. Detto questo, il tessuto locale è in buona salute. Alla Cassa Edile è iscritta una media di settecento imprese, è superata la quota di cinquemila lavoratori, la composizione delle ore denunciate vede attestare all’ottanta per cento quelle lavorate, mentre quelle di cassa integrazione è di poco sotto al tre per cento.

Sul fronte del lavori pubblici, l’associazione dei costruttori richiama un tema sempre al centro delle preoccupazioni: i provvedimenti diretti a semplificare le procedure (ancora oggi possono passare sei anni dalla progettazione all’apertura di un cantiere). E qui i problemi sono sempre gli stessi, da partire dal fatto che «in Italia un sistema selettivo che possa definirsi tale non è mai esistito».

E senza dimenticare un altro aspetto, che accomuna l’edilizia all’intero corpo produttivo: i rincari eccezionali dei prezzi di acquisto, registrati nel primo semestre del 2021, e la difficoltà di reperimento di alcuni materiali da costruzione come legno, rame e ferro.