Perché?

Perché ho collaborato a questo saggio di psicologia curato dall’irrefrenabile Amalia Prunotto, da Maria Letizia Rotolo, che conosco e stimo, da Marianna Martini e Diana Vannini?

Amori 4.0, edito da Alpes Italia, è un volume corale che raccoglie i contributi di molti autori per un viaggio a 360* tra le relazioni affettive.

Il mio ‘perché’ ve lo racconto con un estratto dal capitolo che ho scritto io stessa, con qualche brano scelto dalle pagine dedicate a una contemporanea Psiche che erra in cerca di Eros qua e là attraverso la rete. Quando è uscito il libro, nel 2019, il Coronavirus non aveva ancora colpito il mondo, sottolineando le distanze da rispettare, ma i rapporti affettivi tra esseri umani si svolgevano comunque in luoghi a cavallo tra la carne e lo schermo.

Amori 4.0

Alla ricerca di Eros. L’anima in viaggio in tempi social.

Con occhi di camaleonte osservai la mutevole faccia del mondo.” Anaïs Nin, La casa dell’incesto

Per abitare il mondo di oggi vivendo al meglio le relazioni affettive occorre dotarsi di un bagaglio leggero ma versatile, una cassetta per attrezzi che siano multidisciplinari, una strumentazione poliedrica che permetta di tenere conto contemporaneamente di più livelli in ogni esperienza vissuta. Essere uomini e donne nel Terzo Millennio è un’impresa ‘lunar-solare’, più che un mito eroico in onore della forza: è un percorso quotidiano che richiede a ognuno di noi un allenamento alla visione prismatica, un dinamismo nell’adattarsi agli avvenimenti interni ed esterni riconoscendoci al contempo fruitori e creatori di un presente condiviso sulla Terra con altri sette miliardi di umani. 

Ci muoviamo in un tempo-spazio troppo complesso per mantenere lo sguardo ancorato a un punto fisso, a un confine immutabile, a una definizione identitaria che si riveli poi – attraverso l’ineluttabilità del sintomo – eccessivamente unilaterale. Occorre rimescolare in continuazione le certezze acquisite, in una danza quotidiana tra il carpe diem e il memento mori. Osservare “la mutevole faccia del mondo” attraverso le lenti del ‘porsi il dubbio’, del ‘fare domande’ e del ‘tollerare di essere, a volte, privi di risposte’ che possano dirsi esaustive è un modus operandi che si rivela utile. Di fatto, è quel che apprendiamo passo dopo passo sulla via sempre in fieri della nostra individuazione. Accogliendo il transito ora e ancora ci ritroviamo sulla via dell’anima, proprio come la Psiche di Apuleio devota ricercatrice di Eros. Non si può parlare di amori antichi o moderni senza ricordare il mito dell’anima – ψυχή, psyché. 

Psiche è una fanciulla così bella da far impazzire Venere di gelosia. Quest’ultima induce Eros – suo figlio – a rendere Psiche folle d’amore nei confronti della creatura più brutta che il dio riesca immaginare. Di fronte al fascino di Psiche, Eros si lascia prontamente intenerire, tanto da optare per un rapimento e far sì che lei si innamori di lui. Nasconde la giovane donna in un palazzo incantato e se ne prende cura. Servitori invisibili e meraviglie di ogni genere sono a disposizione della prescelta e le sue giornate trascorrono liete; dopo il tramonto, un misterioso e appassionato amante viene a visitarla senza che lei abbia la possibilità di svelarne il volto. Tanto tempo prima, un oracolo aveva predetto per Psiche un matrimonio terribile, un connubio bestiale e demoniaco. Incuriosita, la fanciulla si domanda chi sia questo innamorato che la tiene prigioniera e decide di scoprire se si tratti davvero di quel mostro. Nottetempo, armata di lanterna, contravvenendo al divieto e con il rischio di perdere per sempre quello sconosciuto e meraviglioso amante, Psiche svela l’arcano: un uomo perfetto giace al suo fianco. La curiosità della giovane è soddisfatta ma una goccia d’olio cade dalla lampada e sveglia di colpo il dio dormiente. Se l’orrore immaginato era in realtà lo stesso amore, ora questo si è dileguato. Occorreva attendere ancora un po’ di tempo. Il tempo debito. Il tempo giusto. La fretta non è mai una buona consigliera, si sa. Il viaggio di Psiche ha inizio là dove Eros non è più. Fatiche, strade impervie, prove difficili: quel che attende l’anima degli uomini e delle donne è un percorso di coscienza ed è una discesa agli inferi con ritorno, una necessaria conoscenza dell’inconscio.

Quante volte abbiamo perduto Eros per colpa di un atteggiamento errato – e siamo stati costretti, dunque, a errare? Quel voler capire – e carpire – tutto e subito, incasellando i sentimenti in compartimenti stagni, non lasciando loro il tempo di svilupparsi, oppure l’esporre frettolosamente un amore all chiacchiericcio contemporaneo e alle opinioni – benevole o meno – degli altri? Lo perdiamo fuori, il senso dell’incontro tra Psiche ed Eros, in un rapido postare emozioni nei Social, nell’immediatezza del messaggio, nell’incapacità diffusa di attendere un secondo (tempo) e di sostare nel silenzio. La perdiamo dentro di noi, quella congiunzione possibile, l’occasione per andare a unificare il cosmo che racchiudiamo. Eppure, la Metamorfosi della coscienza sarebbe ancora narrazione possibile e attuale, nonostante lo spirito di questo millennio appaia, soprattutto a noi occidentali, così vorace, veloce, fugace. E allora, ecco, lo cerchiamo nel partner, Eros; lo chiamiamo a gran voce scorgendone i tratti in quel ‘simile ma diverso’ che desideriamo, che vogliamo avere al nostro fianco e dentro di noi. Sarà il dio dell’amore quell’Altro che bramiamo, nel quale abbiamo intravisto una parte di noi stessi? 

Che cosa direbbe Carl Gustav Jung di fronte alle proiezioni di Eros e Psiche che si incontrano e si confondono su Facebook, per perdersi in Instagram e poi ritrovarsi a spasso nella rete, dentro e fuori dai Social? Il ‘medium è il messaggio’, e sulla non-neutralità dei mezzi di comunicazione nessuno come McLuhan poteva esprimersi meglio. Se Psiche quotidianamente ‘whatsappa’ Eros e lo tallona da vicino, dotata di GPS, riuscirà a superare con impegno le prove del caso o si ritroverà a ‘copiare’ i compiti? Quelle formiche che nel mito aiutano la giovane a differenziare in mucchietti di semi raccolti alla rinfusa sono prontamente sostituite da un programma di coaching? La prossimità sembra già data, in un continuo scambio senza pause, senza che ci si debba dare particolarmente da fare. Salvo poi scoprire che era solo un sogno, perché al mattino Eros è scomparso ancora una volta. E allora via, di nuovo, nel chiacchiericcio del web, nella ‘pazza folla’. Da tempo ormai si parla di assuefazione e uso compulsivo versus consapevole di internet e dei mezzi di comunicazione che, al pari di altre ‘sostanze’, attraggono l’anima con il rischio – per alcuni/e – di distogliere l’attenzione dal viaggio di Psiche.

(…)

Dunque è possibile trovare una mediazione – un adattamento ‘camaleontico’ alle seduzioni del mondo ‘mutevole’? Tra i partecipanti a gruppi e laboratori da me condotti negli ultimi anni ce ne sono stati più di cinque che hanno incontrato per la prima volta il proprio partner grazie al web. Due delle suddette coppie stanno insieme da più di dieci anni e hanno avuto figli. Le relazioni affettive e amicali, ma anche i progetti di lavoro e le collaborazioni artistiche oggi nascono e crescono anche a partire dai Social Network. Io stessa posso vantare quattro libri scritti a più mani insieme a colleghi e professionisti contattati su Facebook e poi visti dal vivo solo in un secondo tempo e una collaborazione professionale importante. Riuscire a convivere con la ricchezza di stimoli del mondo che ci circonda e procedere sulla strada di Eros richiede doti da equilibristi, allenamento alla messa in gioco di schemi di comportamento unilaterali, al fine di mantenere accesa l’anima e non perdere il senso di se stessi nel caos collettivo. 

(… il mio scritto continua con un excursus simboli vivi che dal mito saltano nel mondo contemporaneo abitato dalla nostra Psiche. Pandora, Afrodite e le altre… che fine hanno fatto? Le ritroviamo, vestite con abiti di moderna foggia con i loro compagni e compagne, nel nostro qui e ora).

Perché, ancora, ho scritto…

Ci si incontra, si ‘cade’ innamorati; a volte si tratta di un vero e proprio colpo di fulmine. Quell’altro che ci fa capitolare si rivelerà, più avanti, ‘portatore sano’ di quel che nel nostro inconscio si presenta come “controparte psichica”. Dell’Animus, il principio maschile nella psiche delle donne, e dell’Anima, ovvero ‘la donna’ che abita nella mente degli uomini, Carl Gustav Jung, sua moglie Emma e tanti psicologi analisti hanno fatto esperienza in se stessi e nel proprio lavoro attraverso le relazioni cliniche. Certamente occorre ricordare qui almeno alcuni punti di un lungo e articolato discorso possibile. Il primo punto riguarda per me la ‘mutevolezza’ che accompagna questo capitolo come filo rosso, rispecchiando la stessa varietà e variabilità che nel mondo occidentale di oggi caratterizzano i rapporti umani. Non c’è fissità nelle storie d’amore, non c’è più il dogma dell’obbligo. Ci si sceglie e ci si lascia con molta più facilità di un tempo e questo fatto, se per certi versi ci appare come una conquista di libertà, può anche rivelare una maggior difficoltà rispetto alla conoscenza dei nostri ‘compagni interiori’ (i suddetti Animus e Anima). Prendiamo il matrimonio – poniamo anche le convivenze lunghe, più o meno sofferte – le strade impervie, la durata che è una conquista quotidiana.

E ancora:

I malesseri dei giorni nostri – il panico, l’ansia, l’anomia diffusa, i disturbi alimentari gridano la necessità di un contatto che ridia l’anima al corpo. L’istinto della relazione amorosa, come natura benefica e incontro. Psiche e Eros fuori e dentro la rete, senza negare la ricchezza che può emergere da una battaglia amorosa che coinvolge e coinvolgerà ancora l’Io e l’Altro, l’Io e il Tu.

“[…] E’ piuttosto l’incapacità di amare che priva l’uomo delle sue possibilità. Questo mondo è vuoto solo per colui che non sa dirigere la sua libido sulle cose e sugli uomini, e conferir loro a suo talento vita e bellezza. Ciò che dunque ci costringe a creare, traendolo da noi stessi, un surrogato, non è una carenza esterna di oggetti, ma la nostra incapacità di abbracciare con amore una cosa che stia al di fuori di noi.”

Per leggere tutto il libro, con i numerosi contributi che raccoglie: Amori 4.0 è in tutte le librerie e gli store online.