– Ti amo moltissimo, ma la nostra storia è impossibile.

Sembrava un ritornello ripetitivo e noioso quello che Pietro diceva a Beatrice, quando stavano insieme e lei avanzava qualche richiesta in più. Fino a quel momento la loro storia era andata a gonfie vele, perché per lei era importante e indispensabile stare con lui, motivo per cui accettava ogni cosa in silenzio. Del resto, lui era un uomo così affascinante: alto, dai capelli folti e appena brizzolati, un fisico robusto ma armonioso e, soprattutto, ricco. Possedeva una concessionaria di auto di lusso e la clientela non mancava.

Beatrice era entrata a far parte del personale di segreteria e aveva fatto colpo subito sul capo, diventandone, in breve, l’amante. Lo sapevano tutti che quella piccola e insignificante giovane donna era entrata nelle grazie di Pietro e si domandavano quali qualità la giovane avesse, visto che a occhio nudo non erano visibili. Il suo pregio era semplicemente quello di far sentire ogni uomo adorato e ammirato, messo su di un piedistallo. Con lei un uomo si sentiva un re e veniva servito in tutto e per tutto.

Quando Pietro andava a casa di Beatrice, lei lo accoglieva come una geisha e gli offriva un posto dove rilassarsi e poter abbassare le difese.

Purtroppo c’era un problema nella loro relazione anzi, più che un problema, una persona di troppo: la moglie di lui, Gilda. Una donna algida, ma di una bellezza mozzafiato. Però, a detta di Pietro, una rompiscatole pretenziosa. Questo era uno dei motivi per cui stava bene con Beatrice.

Dopo un anno lei avrebbe voluto che lui si impegnasse con lei, lasciando la moglie, ma la risposta fu appunto che la loro relazione era impossibile.

– Se non ci fosse mia moglie, forse…

Se non ci fosse mia moglie divenne il ritornello che Beatrice iniziò a sentire ogni volta che chiedeva qualcosa di più. Finché un giorno decise che Gilda avrebbe potuto non esserci più.

Stando in officina aveva imparato molto sulle auto cosicché, pensa che ti ripensa, decise di sabotare l’auto della moglie di Pietro, quando fu portata per la manutenzione.

Gilda finì con l’auto contro un guard rail, perché i freni non funzionarono. Si pensò a una fatalità e nessuno ebbe alcun sospetto.

Il funerale fu solenne e commovente. Beatrice mandò una corona di fiori bianchi e rimase in attesa di Pietro che, trascorso il tempo necessario, andasse da lei per iniziare una vita insieme. I giorni passarono, ma lui non si faceva vedere in concessionaria ed era irreperibile.

Finché un giorno mandò una mail all’indirizzo dell’azienda con alcune foto scattate a lui al largo delle Canarie, su un meraviglioso yacht, insieme a delle splendide donne in bikini. Scrisse che aveva bisogno di un po’ di tempo per elaborare il lutto per la sua compianta e insostituibile Gilda.