Lo sguardo incollato su un volume di fogli dattiloscritti poggiati sulla scrivania, mentre le mani sfiorano la tastiera del computer, quando squilla il telefono.

-… ciao, cara – risponde Elisa. – No, non mi disturbi. Ci sto lavorando… ti dico che non mi disturbi affatto, la tua telefonata mi permette di concedermi una pausa. La merito, non credi? Avevi ragione, è un ottimo romanzo, avvincente, scritto molto bene. Il tuo scrittore irlandese e veramente in gamba, è un piacere tradurlo… non sono povera, ma nemmeno in grado di fare opere di beneficenza di questo tipo, quindi scordatelo, sarai costretta a pagarmi regolarmente; colgo l’occasione per aggiungere in modo esplicito che sono ben graditi ritocchi di aumento al mio onorario – dice con tono scherzoso la donna. – Mi prenderò un lungo periodo di riposo non appena finirò di tradurre il libro, te lo prometto, sempre che tu nel frattempo non me ne passi qualcun altro con l’etichetta, urgente! Può darsi che tu abbia ragione, probabilmente mi godrò il riposo standomene in casa. Ne abbiamo già parlato, sono follemente innamorata delle mie mura domestiche per pensare, anche se per pochi giorni, di abbandonarle. Già, sono molto strana, anche di questo ne abbiamo discusso. Quando verrai da queste parti? Ok. Ti aspetto, salutami a casa. Ciao. –

Dopo la breve pausa, la donna riprende a lavorare e, nonostante la rigida applicazione sul testo da tradurre, il piccolo monitor ha la forza di distrarla mostrandole una ragazza che si ferma davanti al cancello esterno della villa, seguita da un gatto lasciato libero come fosse un tranquillo cagnolino. La giovane si abbassa a giocare col paffuto felino. Le mani di Elisa continuano a pigiare delicatamente sulla tastiera del computer.

***

– Ti ho cercato. –

– Sono stato in garage a mettere un po’ di ordine. –

– Era così messo male? – dice Elisa seduta sul divano con un libro in mano.

– Ho voluto creare dell’altro spazio, potrà esserci utile. –

– Sembrerebbe che non basti mai. –

– Già! Cosa desideravi? –

– Niente di importante, volevo solo chiederti se avevi mai visto una ragazza che passa spesso davanti al nostro cancello con un gatto che la segue come un cagnolino. –

– Sì, l’ho vista alcune volte – risponde Mario. – È una simpatica ragazza. –

– Oggi sono passati – dice la donna. – Sembra una strana coppia. –

– Un po’ lo è. –

– Di che colore è il suo gatto? –

– Arancione. –

– È un bel gatto, vero? –

– Sì. –

– Chissà se è maschio o femmina. –

– Non mi sono mai soffermato a guardarlo. Com’è andato oggi il lavoro? –

– Bene, sto traducendo un romanzo di un interessante autore irlandese. –

– Anche tu sei molto brava, dovresti riprendere a scrivere storie. –

– Lo farò appena le traduzioni me lo permetteranno. Ti vedo stanco. –

– È solo apparenza. –

– Sicuro? –

– Certo! –

– Ho come la sensazione che tu non mi racconti mai la verità. –

– Perché dovrei mentirti? –

– Non lo so, forse per non darmi preoccupazioni. –

L’uomo accenna un sorriso, tradendo per un attimo il suo volto eternamente rabbuiato.

– Non hai motivo di stare in ansia, sto benissimo. –

– Ok – replica lei con un’espressione rilassata. – Complimenti per il pesce di oggi. –

– Non ha richiesto nella preparazione una grande maestria – ammette l’uomo. – Hai paura di perdere un provetto cuoco? –

– Perché no! Pensi che sia un motivo banale? –

– Lo considero, invece, un motivo più che serio. Cosa ti va stasera per cena? –

– Lascio decidere a te. –

– Alla solita ora? –

– Sì, va bene alla solita ora. –