Il ragazzo è il più piccolo della classe. È esile, mingherlino, bassino. Alcuni suoi compagni di scuola lo prendono in giro. Lui fa finta di niente, ma sotto sotto ci soffre. La sofferenza interiore è qualcosa che non lascia trapelare, è qualcosa che resta sottotraccia. Innumerevoli sono gli atti di bullismo, ma sono gli anni ottanta e gli insegnanti non ci fanno caso, anzi talvolta osservano tutto e poi ci ridono come se niente fosse. Talvolta commentano ironicamente, fanno battute. Gli anni delle scuole medie trascorrono senza infamia e senza lode. Si sente smarrito, disorientato. Non sfrutta le sue potenzialità. Non è un genio ma nemmeno uno tardo ad apprendere. L’edificio delle scuole medie è austero e imponente. Gli incute timore e soggezione ogni volta che ci entra. È un vecchio edificio quasi pericolante e scalcinato. Avrà sempre un brutto ricordo di quel posto. 

Gli anni del liceo sono ancora peggio. Svilupperà tardi fisicamente. Accadrà solo in terza liceo scientifico. Le compagne di classe se la tirano. Non lo considerano minimamente. Hanno tutte o quasi una alta considerazione di loro stesse. Alle sue compagne di classe piacciono i ragazzi più grandi. Lui non se lo filano proprio. Non avrà mai una grande reputazione, che a quella età è fatta da cose stupide. Per gli insegnanti è solo uno studente mediocre, discontinuo, un poco indisciplinato. È uno che prende 6. Talvolta ha delle insufficienze. Lui è interessato alle ragazze ma come ho scritto prima queste non lo considerano per niente. La sofferenza interiore è qualcosa che non lascia trapelare, è qualcosa che resta sottotraccia. È come ingolfato. Tutta colpa degli ormoni! Legge libri per conto suo, più che studiare. Ha qualche amico. Più tardi gli resterà solo un amico del liceo quando sarà adulto, ma sarà una scelta sua. Gli insegnanti sono severi. Lui ritiene che si facciano condizionare troppo da simpatie ed antipatie. Non può sopportare i figli e le figlie dei professori che insegnano nello stesso istituto. Ma la legge lo consente e forse è un problema suo, che non lo ritiene corretto né onesto fino in fondo. Ritiene anche che i figli di genitori laureati siano avvantaggiati perché possono ricevere delle lezioni private gratis dai genitori. Uno che ha la madre laureata in lettere e il padre ingegnere è molto avvantaggiato rispetto a lui che ha un padre perito e una madre con la terza avviamento. Ma queste disparità di trattamento avvengono in ogni ambito nella vita sociale italiana. Si accorgerà anni più tardi che fortunatamente non si è fatto plasmare da quegli insegnanti. A suo modo di vedere le cose lo avrebbero deformato più che formato. È un liceo di provincia come tanti con insegnanti come tanti. Nessuna eccellenza nel corpo docente e nessuna eccellenza nel corpo discente, nessun grande intellettuale o nessun grande scienziato tra gli ex allievi. Il ragazzo è uno studente svogliato. Dopo gli rimarranno diverse lacune, soprattutto in ambito scientifico, ma molte le colmerà da sé. Diverrà un lettore forte e leggendo 100-150 libri all’anno capirà che le scuole italiane insegnano ben poco. 

Gli anni dell’università sono decisamente meglio. Lega particolarmente con alcuni studenti e studentesse. Si farà diverse amicizie. Ricorderà positivamente alcuni professori. Tuttavia c’è una macchia, un’ombra greve e nera che si staglia su quella facoltà. Un professore ordinario ci prova maldestramente ed insistentemente con una sua ragazza. È uno che allunga spesso le mani. Ci prova con tante. Basta che respirino. Molte ci stanno. Cedono alle sue lusinghe, alle sue avances. È il solito compromesso per avere un voto alto, per essere prese in tesi, per diventare dottorande e ricercatrici. Lui va nel suo studio e gliene dice quattro. Il professore se la lega al dito e gliela fa pagare. Il ragazzo non trova nessun professore con cui fare la tesi. I docenti hanno scelto il corporativismo. La sofferenza interiore è qualcosa che non lascia trapelare, è qualcosa che resta sottotraccia. La cosa buffa è che questo docente si vanta di scrivere un libro ogni anno ma sono sempre le stesse cose ripetute all’infinito e la prolificità tanto cantata è viziata da errori di battitura, refusi, errori di sintassi ed ortografia. Ha finito gli esami e gli tocca aspettare due anni prima di discutere la tesi. Si laurea nonostante tutto. Dopo molto tempo il figlio del professore insegnerà nella solita università. Nepotismo o DNA? Chissà?!? E soprattutto speriamo che si scelga un editore con un buon editor o correttore di bozze. 

Il ragazzo in questo periodo esce nel tempo libero. Frequenta bar, pub, discoteche. Cerca di divertirsi. Ci prova con le ragazze, ma queste non lo considerano. Non piace. Sono rarissime le sue conquiste. Non ha il fisico e neanche il viso bello. Ha una corporatura un poco sghemba. È per alcuni anni commerciante. Non ha alcun potere né ricchezza. Suo padre però è dirigente di una piccola azienda. Sua madre è impiegata. Suo padre è anche nel consiglio di amministrazione di una piccola banca. La banca va bene, ma giocoforza è costretta ad aderire ad un nuovo mercato azionario e le azioni vengono deprezzate, svalutate. Diversi azionisti danno la colpa agli amministratori che non hanno alcuna colpa. I consiglieri sono nell’occhio del ciclone. Alcuni azionisti si improvvisano esperti di economia e bancari. C’è chi critica apertamente e chi minaccia. Alcuni soffiano sul fuoco. Tutto ciò è comprensibile ma noioso, visto e considerato che anche i suoi genitori sono azionisti e ci hanno rimesso dei soldi. Il ragazzo vive in un modesto benessere. Non gli manca niente economicamente. Il paese in cui vive è un paese operaio. Però il negozio dura alcuni anni e poi diventa disoccupato. Nessuno lo vuole più per l’età. Non si è mai curato delle pubbliche relazioni. Non ha conoscenze che gli possano garantire un lavoro, né ha un grande curriculum per entrare in una grande azienda. Una volta un’amica di sua madre, ex dirigente di azienda, gli dice una piccola grande verità: anche se cerchi un posto come operaio, le aziende non scelgono per quelle mansioni un laureato perché vogliono gente con esperienza e pensano che uno che ha studiato un poco abbia più pretese e crei più guai. La sofferenza interiore è qualcosa che non lascia trapelare, è qualcosa che resta sottotraccia. Tutto sommato ha qualcosa con cui campare momentaneamente: gli affitti di un appartamento e due fondi commerciali. Ma non c’è grasso che cola. Non c’è niente da buttare. Bisogna stare attenti alle spese. Vive di piccole rendite. Gli basterebbe un lavoro part time. Gli basterebbe essere un precario. Rispetto ad alcuni è un privilegiato. Ma la cosa non è duratura. Non è detto che sia così per tutta la vita. I beni immobili potrebbero rimanere sfitti e allora forse lui sarebbe suo malgrado costretto a venderli perché avrebbe bisogno di liquidità. La vita è fatta a scale: però i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e la classe media si sta anche essa impoverendo. La forbice si sta allargando, il divario sta aumentando. Dicono che la vita sia fatta a scale e c’è chi scende e chi sale. Ma la mobilità sociale in Italia nella maggioranza dei casi è discendente. La maggioranza delle imprese italiane non ha ricambio generazionale, sia perché i figli non sono all’altezza dei padri sia perché spesso prevale il lato edipico e ci sono conflitti insanabili tra padri e figli. Lui a volte esamina certi casi. Ci sono stati alcuni individui senza alcun talento o validità particolare che hanno avuto una ricca attività commerciale e la strada spianata grazie ai padri. Ma c’è anche un lungo elenco di falliti, di aziende che hanno chiesto il concordato. Lui si ricorda in particolar modo il figlio di un onorevole che si è sputtanato l’intero patrimonio e un figlio di un avvocato che ha fatto causa a suo padre perché riteneva che avesse falsificato il testamento della madre. Lui non ha ereditato alcuna azienda. Forse è un male o forse è un bene. Non ha ricchezza, ma neanche margini di rischi né responsabilità. A volte invidia chi ha uno stipendio fisso, un contratto a tempo indeterminato. Bisogna abbassare il tenore di vita. I costi superflui vanno eliminati. I suoi genitori ormai  hanno solo la pensione e fino a quando sono vivi loro avrà di che campare, ma la vita è cara al mondo di oggi. Ci sono le spese dei medicinali, le bollette, il mangiare, le spese del dentista. Più va in là con l’età e più è difficile trovare un lavoro.  Non può godere di nessun reddito di cittadinanza perché ha intestata la casa in cui abita con la famiglia. Per fortuna non si è sposato perché molti matrimoni finiscono in malo modo: sono molte le separazioni con addebito e sono molti i padri poveri. Potrebbe andare meglio. Potrebbe andare peggio. Tutto sommato lui ed i suoi sono in salute.  La sofferenza interiore è qualcosa che non lascia trapelare, è qualcosa che resta sottotraccia.