Autore di due gialli, vi presento l’autore di oggi!

1 parlaci di te. Ho 65 anni, sono nato a Roma e sono un programmatore del CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche. Scrivo esclusivamente per hobby a causa di un infortunio sportivo patito nel 1996 al tendine di Achille. Questo infortunio mi ha costretto a casa per quasi otto mesi, durante i quali ho cominciato soprattutto a leggere. Mi ha molto colpito un libro di Dacia Maraini, Bagheria, nel quale raccontava la sua infanzia. Allora ho pensato di scrivere anche io un libro sulla mia infanzia, avendo molto tempo a disposizione. Ho deciso di rivolgermi in particolare al periodo del liceo più che all’infanzia vera e propria, raccontando la mia comitiva, gli amici, le gite domenicali e feste in casa di domenica. Questo libro è rimasto sempre nel cassetto, mai pubblicato e nemmeno completato.

2 scrivi da molto? Nel 2011 a casa di un secondo intervento, sono rimasto a casa tre mesi per la convalescenza. In questo periodo, con il portatile sulla gamba ingessata, ho rivisto la scena di qualche anno prima nella quale iniziai a scrivere il libro sulla mia vita. Però a questo punto ho deciso di scrivere un libro sul genere che amo di più: il genere giallo/ poliziesco. Sono cresciuto da bambino con mio padre che era in polizia, e con la visione di molti film dell’epoca: il tenente Sheridan, Sherlock Holmes, Perry Mason  fino ai più recenti Montalbano, il maresciallo Rocca, RIS e Don Matteo.

3 parlaci dei tuoi libri. Decidendo quindi di scrivere un poliziesco mi sono soffermato alcuni giorni sull’idea di quali personaggi inserire, e mi sono proposto di fare una serie, e non un libro solo. Ho deciso di ambientarlo a Roma, città dove sono nato, iniziando proprio dal quartiere d che frequentavo in quel periodo: il rione Prati. Lo frequentavo come fotografo, perché c’era un grande supermercato di fotografia dove acquistavo materiale fotografico, e lo frequentavo per lavoro perché nel 77-78 iniziare a lavorare proprio lì come programmatore in una società privata.Quindi ho creato nella mia mente prima di tutto i personaggi principali, Antonio, Pietro e l’agente Rinaldi.

4 prediligi il giallo anche nelle tue letture?Assolutamente. Ho letto Agatha Christie, Arthur Conal Doyle, Camilleri e  Manzini che ho avuto la fortuna di conoscere. 

5 parlaci del rapporto fra Pietro e Antonio. La serie l’ho intitolata i racconti del calzolaio, perché proprio lui che racconta le sue giornate soprattutto quando aiuta il suo amico poliziotto, entrambi abitanti del quartiere di Trastevere. Praticamente tutti i giorni, la mattina per colazione e la sera tornando a casa, il poliziotto Antonio passa dal negozio del calzolaio Pietro e si scambiano idee, opinioni e consigli sui fatti che accadono nel rione Prato, dove lavora Antonio.

6. Perché un calzolaio? Ho sempre saputo che il cognome Scarpino deriva da un calzolaio spagnolo del ‘700. Quindi un personaggio del genere l’ho preso come punto di partenza. La particolarità dei miei personaggi é che sono tutte persone che io conosco, magari con i cognomi cambiati ma con lo stesso nome e che fanno lo stesso lavoro. Il calzolaio hai il nome del mio calzolaio di fiducia che sta sulla Tuscolana, il poliziotto Antonio è un mio carissimo amico da quarant’anni, poliziotto proprio nel rione Prati, e tutti gli altri personaggi che man mano si incontrano, anche se sono soltanto in un episodio, al contrario di Antonio e Pietro che ci sono sempre, sono persone che io conosco.  Ho voluto inserire questi personaggi come per salutarli, ognuno dei miei amici quando legge il libro si riconosce. In effetti il tema principale di questi libri è proprio l’amicizia, considerando che proprio per amicizia un calzolaio aiuto un amico poliziotto, e questo per riconoscenza ogni volta gli porta una bottiglia di vino, visto che appunto per amicizia il calzolaio rifiuta ogni altro tipo di regalo. Oltretutto i nomi delle vie nel titolo sono i luoghi dove succede il crimine. È un’altra particolarità che mi sono inventato.

Grazie e buona fortuna!

Anna Pasquini-Alessandria Today