Coldiretti. Alessandria: L’obiettivo di riduzione della plastica va perseguito nell’ottica di sviluppo e ricerca

Il rischio? Il costo scaricato sugli anelli più deboli della filiera: agricoltori e consumatori

La plastic e la sugar tax sono destinate ad avere un effetto a valanga sui prezzi finali degli alimenti proprio mentre l’Italia si trova ad affrontare una preoccupante fiammata dell’inflazione anche sulla spesa alimentare.

E’ quanto afferma Coldiretti Alessandria nell’apprezzare la volontà del Ministro Stefano Patuanelli di prorogarne ulteriormente l’entrata in vigore.

“L’obiettivo di riduzione della plastica – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – va perseguito nell’ottica di una visione strategica di ampio respiro con incentivi premianti per lo sviluppo e la ricerca piuttosto che con misure punitive soprattutto perché per alcune categorie di prodotto non ci sono al momento alternative. In tale ottica, sarebbe strategico sostenere le filiere bioplastiche e biochemicals anche attraverso l’integrazione della ricerca pubblica e la promozione di network tecnico scientifico sui territori che porti a una filiera italiana della biochimica verde”.

La plastic tax andrebbe a colpire 2/3 della spesa a tavola in cibi e bevande delle famiglie e rischierebbe di penalizzare a cascata l’intera filiera agroalimentare che sta già affrontando il balzo dei costi energetici e dei carburanti in un paese come l’Italia dove l’’85% delle merci viaggia su strada.

“Al rincaro dei costi energetici si aggiunge quello per gli imballaggi, dalla plastica all’acciaio, dal vetro fino al legno e alla carta che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. L’emergenza Covid ha innescato un cortocircuito anche sul fronte dei costi di trasporto con il rincaro di noli marittimi e costi dei container che sono schizzati ai massimi. Su questo scenario pesa il deficit logistico italiano per la carenza o la totale assenza di infrastrutture per il trasporto merci che costa al nostro Paese oltre 13 miliardi di euro con un gap che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea”.

Il risultato è che, ad esempio, quando si acquista una passata al supermercato si paghi più per la confezione che per il pomodoro contenuto. In una bottiglia di passata di pomodoro da 700 ml in vendita mediamente a 1,3 euro oltre la metà del valore (53%), secondo la Coldiretti, è il margine della distribuzione commerciale con le promozioni, il 18% sono i costi di produzione industriali, il 10% è il costo della bottiglia, l’8% è il valore riconosciuto al pomodoro, il 6% ai trasporti, il 3% al tappo e all’etichetta e il 2% per la pubblicità.  

“L’obiettivo di riduzione della plastica va perseguito nell’ottica di una visione strategica di ampio respiro con incentivi premianti per lo sviluppo e la ricerca, con la plastic tax esiste peraltro il rischio evidente che il costo venga scaricato sugli anelli più deboli della filiera: da una parte sugli agricoltori ai quali verrà chiesto di ridurre ulteriormente i margini di reddito e dall’altra la tassa andrà a colpire i consumatori finali”, hanno concluso Bianco e Rampazzo.

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