Venerdì 24 settembre, Massimo Zamboni presentazione concerto del libro “La trionferà” e Daniele Gennaro spettacolo “Niente di nuovo – Amore e resistenza” a “E a un certo punto il rosso cambiò colore”

Venerdì 24 settembre, ore 21, presso la Galleria d’Arte Contemporanea della Fondazione Luigi Longo (Cargo21, via Baudolino Giraudi 421- Castellazzo Bormida), ecco il decimo e ultimo evento della rassegna: “E a un certo punto il rosso cambiò colore”, voluta, ideata e organizzata dalla stessa Fondazione per la direzione artistica di Paolo E. Archetti Maestri e Eugenio Merico. Uno dei protagonisti della serata sarà Massimo Zamboni – scrittore, ma anche musicista, compositore e fondatore dei CCCP e dei C.S.I. (Consorzio Suonatori Indipendenti) – che presenterà, in musica, “La trionferà”, la sua ultima opera letteraria uscita per i tipi di Einaudi «Una dose di commozione, una di sarcasmo, una di pratico ed emiliano senso di disincanto». Attraverso la storia incredibile di un paesino dell’Emilia dove la fedeltà al Partito era sacra e il vento dalla Russia soffiava forte, Massimo Zamboni ci precipita in un’epoca in cui tutto sembrava possibile, persino la rivoluzione. C’è stato un secolo in cui in Italia essere comunisti era un modo concretissimo di intendere la politica estendendola all’interezza delle relazioni umane. E c’è stato un posto, una cittadina della Bassa, che per un quasi un secolo è stata una piccola Pietroburgo nostrana, crocevia di relazioni politiche e umane memorabili. Se il pensiero corrente sembra confinare quell’esperienza tra le grandi civiltà estinte del passato, Massimo Zamboni fa i conti con la grande utopia del Novecento in modo davvero originale: al centro di questo racconto corale appassionato, c’è la cittadina di Cavriago, e le vicende incredibili dei suoi abitanti. Quando nel 1919 spedirono un telegramma di solidarietà alla Russia rivoluzionaria e qualche mese dopo, nel giorno della fondazione dell’Internazionale comunista, Lenin nel suo discorso lodò il coraggio di «quell’angolino sperduto», che aveva cercato invano sulla carta geografica. O quando parteciparono alla «conferenza del secolo» al teatro di Reggio Emilia: un dibatto sull’opportunità di concedere l’autorizzazione alle riprese del film su Peppone e Don Camillo. O quando, nel 1970, inaugurarono con «un brivido di commozione» il busto di Lenin nella piazza del paese, davanti a una delegazione ufficiale del PCUS. Un avamposto sovietico nel cuore dell’Emilia, ma non si commetta l’errore di pensare alle pagine di Guareschi. I protagonisti di La trionferà sono sognatori e idealisti, gente con la testa dura e un fortissimo senso di fratellanza, ma ancora sono più donne e uomini coraggiosi che hanno dedicato la loro vita e il loro tempo con inesausta passione alla causa della emancipazione dell’umanità. Cittadini del grande mondo, nelle loro vicende c’è tutta la forza e la persistenza, infine la nostalgia, di quello slancio ideale, folle e meraviglioso: sapere di essere dalla parte giusta. Massimo Zamboni ha spesso scritto e cantato la dissoluzione di quel tempo; ma qui ce lo spalanca di fronte agli occhi intatto e pieno di vita, di rabbia e struggimento, regalandoci l’epica di una memoria da cui ripartire. Sull’esempio di quel paese dove la bandiera rossa sventolava più in alto di tutti, trionfando, perché «La trionferà, certo che trionferà, e se non saremo stati noi a vederla trionfare, e se non sarà nei tempi a venire o non sarà da noi e avrà altri nomi forse, altri modi, chissà dove, duecento, trecento, mille anni, vedrete, la trionferà».E a seguire sarà la volta del cantautore Daniele Gennaro che presenterà uno spettacolo realizzato per questa occasione e intitolato “Amore e resistenza”, caratterizzato da una scelta di celebri canzoni “resistenti” e da un’anteprima di alcune delle canzoni del suo album d’esordio “Niente di nuovo”,in uscita a fine autunno per l’etichetta Sciopero Records (con distribuzione nazionale a cura della Self), un set molto variegatoche vedrà la partecipazione di ospiti come Mara Tinto,voce, Chiara Giacobbe, violino, Giorgio Penotti, armonica a bocca, flauto, sax, Paolo E. Archetti Maestri, chitarra elettrica (quest’ultimo, tra l’altro, è anche il produttore artistico dell’album di Daniele in tandem con Dario Mecca Aleina che durante questa serata, si occuperà anche della cura dei suoni). Daniele Gennaro nasce nel 1959 in una famiglia operaia alla periferia di Alessandria. Dopo la laurea in Medicina si specializza in Psichiatria (e la psichiatria e la psicoterapia sono ancora tutt’ora il suo impegno lavorativo principale). Fin da ragazzo scrive poesie – che parevano – di poco conto e, a detta di alcuni, qualche pregevole canzone, tanto da meritarsi un provino alla Ricordi nel 1981. Da qualche anno ha ripreso a scrivere poesie e brevi prose poetiche è ha pubblicato alcuni libri tra i quali segnaliamo: “Poesie d’amore per un anno” (Foglio Clandestino, 2014) “Carver ha scritto poesie” (Lietocolle, 2009) e “Escape – l’utilizzo delle parole” (L’Arca Felice, 2010). E, soprattutto ha ripreso anche a scrivere canzoni che andranno a impreziosire il suo album d’esordio “Niente di nuovo”. Segnalando con molto piacere, il significativo successo della nostra “Nero imperfetto” di Ivano A Antonazzo (terminata domenica 19), ricordiamo che nell’ambito della rassegna – nata per commemorare il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano – sono ancora visitabili le mostre di Tono Zancanaro (1906 – 1985) e 1921 – 2021 Cento anni in Piazzetta Rossa. Lo  spettacolo si terrà al coperto, tra gli spazi espositivi della Fondazione Luigi Longo, ricordiamo che inizierà intorno ore 21.00, l’ingresso è, come sempre, libero, a tutti quelli che saranno muniti di green pass e\o tampone valido, previa prenotazione e fino a esaurimento posti (info ai numeri 3383285336 – 3457395242 – segreteria@fondazioneluigilongo.it).

Gli eventi si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative covid in fatto di sicurezza.