Mito o leggenda, fiaba o realtà, il fascino dei reperti che collegano l’Italia alle città, alle divinità e alle attività quotidiane delle tribù dei Celti ci affascina.
Mi affascina, questo è certo.
In Piemonte e in Liguria è tutto un tripudio di pietre sacre, di rocce incise e scavate a coppelle – successivamente cristianizzate con la croce apotropaica del caso come a dire “sia mai, qui comandiamo noi, il resto chiamatelo Diavolo”.
Nelle vicinanze della ‘magica’ Torino ci sono molti siti preziosi come ad esempio il Lago di Viverone – vi consiglio il giro a piedi per vedere la ricostruzione del villaggio su palafitte.

Rosalba Nattero @rosalbanattero è giornalista, leader dei LabGraal, presidente della Ecospirituality Foundation (alla quale ho aderito io stessa con entusiasmo, e che vede la partecipazione di Massimo Centini, antropologo del quale ho letto praticamente tutti i saggi dedicati alla magia naturale e ai riti). Da tempo Rosalba coordina il tavolo regionale dedicato agli animali e all’ambiente. È una donna preziosa per tutti, che non si stanca mai di costruire e intrecciare reti di cura, cura dell’anima attraverso la difesa del territorio, coinvolgendo persone con grande semplicità ed empatia. Rosalba ha portato alla luce la storia di Rama, antica città celtica, della quale possiamo trovare tracce nella zona del Rocciamelone, in Val di Susa. Lo ha fatto con Giancarlo Barbadoro, studioso dei nativi e rappresentante all’ONU di organizzazioni indigene, scomparso purtroppo nel 2019.
“Questo nostro lavoro è nato dall’intenzione di condividere le nostre ricerche con altri appassionati come noi e dare visibilità al grande patrimonio che abbiamo a portata di mano e che può essere sotto gli occhi di tutti” scrivono gli autori nell’introduzione.
Ma perché farlo?
Io vi sottolineo almeno una ragione, e lo faccio partendo dal mio mestiere di terapeuta.
“Il rinnovato, grande interesse collettivo per il mondo dei Celti mi fa riflettere, come psicoterapeuta di orientamento junghiano, e mi porta a operare nel mio percorso personale e professionale per far danzare insieme Abelio e Apollo, Dioniso, Pan e Cernunnos, e tutti gli dei e dee delle nostre origini, e mi conduce a scoprire storie potenti e salutari nelle trame che pazienti e studenti mi portano – trame grezze, intonse. Non solo gli dei dell’antica Grecia, non solo i loro più recenti volti romani ci portano oltre il monoteismo. Non solo i miti che nascono altrove. Una nuova ricerca, che ha a che fare con i luoghi in cui abitiamo, con le nostre zone, Piemonte e Liguria, Lombardia, e si diffonde in tutto il Nord Europa, ci collega all’antico suono della natura che oggi ci chiama all’appello e ‘all’arme’ con il suo canto.


Io e la family camminiamo: venti chilometri tutti, fin da quando Sebastian ha sei anni. La pandemia non ha fatto che supportare questa nostra tendenza al trekking e, spesso in compagnia di una coppia di amici che hanno un figlio della stessa età del nostro, ci addentriamo nei boschi, andiamo alla ricerca di tesori. Prossima tappa: alla scoperta delle vestigia di Rama e poi via verso le incisioni e le pitture rupestri di Mompantero, puntando alla vetta del Rocciamelone.

Rama antica città celtica
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