FRANCESCA MANTOVANI – GALLIMARD
Karine Tuil

La linea di confine tra il bene e il male che c’è nelle situazioni umane può essere davvero inestricabile e tutto o quasi può esplodere da un unico detonatore che è il sesso. Di fronte a una possibile deflagrazione, l’eros finisce spesso col farla da padrone. “La deflagrazione estrema, la combustione definitiva era il sesso, nient’altro”, scrive Karine Tuil nel suo romanzo bestseller in Francia,“Le cose umane”, il suo undicesimo, 300mila copie vendute, già vincitore del Prix Interallié e del Prix Goncourt des Lycéens 2019. È in corso di traduzione in 12 lingue e da noi è uscito per La Nave di Teseo nella traduzione di Fabrizio Ascari e l’autrice ha da poco ricevuto il Premio Kinéo Arte e Letteratura all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dove è stata presentata l’omonima trasposizione cinematografica del suo romanzo diretta dal regista Yvan Attal con Charlotte Gainsbourg, Matthieu Kassovitz e Pierre Arditi tra i protagonisti.

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