Sabato 25 settembre il Palazzo comunale di Casale Monferrato ha ospitato un’iniziativa, promossa dall’Associazione 11° Fanteria “Casale” in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Casale, volta a presentare il libro di Edda Negri Mussolini “Donna Rachele, mia nonna” dedicato a Rachele Guidi, consorte di Benito Mussolini.

Il libro non è una semplice esposizione di memorie familiari: è, come si evince dalla lettura di alcuni passi, un elogio dell’operato dell’Uomo della Provvidenza, Benito Mussolini, e un tentativo di riscrivere la Storia.
Mussolini viene descritto come un uomo che avrebbe subito l’ingratitudine degli Italiani. Nel libro della nipote del duce si legge: “Penso alle brutture del mondo, a come questa Italia ingrata ha ripagato il sacrificio di quest’uomo che ha anteposto sempre la Patria ai suoi personali interessi”.

In un altro passo si legge ancora: “Quell’uomo che in un giorno di luglio è stato arrestato e condotto lontano da lei. Quell’uomo che ha potuto riabbracciare solo due mesi più tardi, per poche ore, prima che ripartisse per una nuova missione (ndr, la fondazione della Repubblica Sociale Italiana!) alla quale non aveva voluto sottrarsi per amore della Patria”.

Insomma, ribaltando spudoratamente la storia del Ventennio fascista, della crudele e criminale dittatura che ha condotto l’Italia sino alla tragedia della guerra e delle deportazioni, si arriva quasi alla beatificazione del duce che sarebbe stato vittima anziché carnefice.

Riteniamo che questo sia un ennesimo tentativo di riscrivere la Storia, di imporre una narrazione falsa dove vengono taciuti i crimini commessi dal fascismo, dalla violenza squadrista all’assassinio di Giacomo Matteotti, al Tribunale speciale per la difesa dello Stato, al carcere e al confino per gli oppositori, alle violenze e alle torture a cui furono sottoposti gli antifascisti, ai crimini di guerra in Eritrea ed Etiopia, per arrivare alle leggi razziali e all’alleanza con Hitler.


Con che coraggio l’Associazione Nazionale del Fante (proveniente dal nostro esercito vincolato dal giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana e di osservanza della Costituzione antifascista) presenta un’iniziativa che tradisce proprio la nostra Costituzione in una città come la nostra che ha visto vite distrutte dal fascismo e dalla guerra, che ogni anno celebra i martiri della Banda Tom giustiziati dai fascisti casalesi, in una provincia Medaglia d’oro per la Resistenza?

 

Con che coraggio l’Amministrazione comunale collabora a una simile iniziativa, la finanzia e concede la Casa di tutti i cittadini per il suo svolgimento?

 

Troviamo intollerabile  che in una città come la nostra ci sia ancora chi offende la memoria di chi ha avuto la vita distrutta dal fascismo.

 

Riteniamo l’iniziativa un grave sfregio alla nostra Costituzione e alla storia antifascista e democratica della nostra città e del Monferrato, tanto più grave in quanto compiuto da un’Istituzione della Repubblica e da un’Associazione d’arma che dovrebbe conoscere e ricordarsi almeno dell’eccidio di Cefalonia, la storia dei Fanti della Divisione Acqui sterminati dai nazisti, e che dovrebbe sapere che nel nostro cimitero saranno accolte le spoglie dei militari italiani che non avevano accettato di combattere per i nazisti finendo nei campi di concentramento tedeschi.

Chiediamo che il Consiglio comunale e i suoi consiglieri, tanto di minoranza quanto di maggioranza, prendano posizione su quanto accaduto e che il Comitato unitario antifascista espella dal proprio seno l’associazione che ha organizzato l’iniziativa.

Ci riserviamo inoltre ulteriori valutazioni sulle azioni da intraprendere.

 

ANPI Casale Monferrato