Cari lettori di Alessandria Today, oggi vi vi propongo un autore molto simpatico: Luca Speciotti. Pronti per conoscerlo?…

1. Luca, grazie per il tuo tempo. Parlaci di te. Chi sei e cosa fai nella vita?

Sono un uomo di mezza età, ho 56 anni, una moglie, due figli e faccio l’impiegato tecnico in una grossa azienda. I miei figli sono cresciuti e ho più tempo per curare gli hobby artistici, sportivi e a volte culinari. La musica e il jazz sono stati per me una grossa passione fin da ragazzo e mi dedico quasi ogni giorno allo studio della chitarra. Scrivo da quindici anni, ho pubblicato due romanzi e un libro di racconti. In più gioco a tennis una volta a settimana e da dodici anni pratico le arti marziali.

2. Parlaci del tuo libro LA BANDA DEL SALAME. Come è nata l’idea?

L’idea mi è venuta osservando le persone e i colleghi, non solo quelli, in generale il mondo di tutti giorni al quale dobbiamo adattarci. Ho avuto qualche scompenso metabolico a cui ho rimediato con l’attività fisica o con la dieta e, lavorando di fantasia, ho immaginato un universo distopico e vegano e dei fuori legge che prosperano sul contrabbando dei salami.

3. Chi è Mino? Parlaci di lui.

Mino più che un bambino è un fanciullino, è la componente infantile che sopravvive negli adulti. Non in tutti e andrebbe preservata. La parte di noi che non conosce il mondo o si rifiuta di vederlo per quel che è, per questo riesce ancora a stupirsi, a sperare e a credere in qualcosa.

4. Chi sono i componenti della banda? Quanto hanno inciso le “mode” alimentari del momento?

Sono personaggi senza scrupoli, personaggi che a differenza di Mino si sono adattati e cercano di cavalcare l’onda, rischiano però di smarrirsi e sopperiscono inseguendo il consenso e l’approvazione altrui. Sì, mi sono ispirato a “mode” e argomenti attuali, l’ho fatto per dare un’impronta ironica. Sono argomenti che non voglio sviscerare, li utilizzo come sottofondo per introdurne altri.

5. Come descriveresti la figura del parroco e dei suoi collaboratori?

Li definirei dei “volponi”, persone che ricercano il massimo risultato con il minimo sforzo e non si fanno scrupoli. La mia non vuole essere una critica al clero, ma a un atteggiamento furbesco e ipocrita contro il quale ci dobbiamo scontrare uscendone quasi sempre sconfitti.

6. E il pensionato?

Il pensionato non è altro che Mino da vecchio, quando l’età non gli consentirà più di sognare perché ormai la vita l’ha alle spalle e non davanti. Rappresenta ciò che diventeremo e, per com’è organizzata la società, non è una condizione facile. Lo ritengo un personaggio positivo poiché nonostante abbia perso gli affetti più cari (la moglie è morta così come il cane, il figlio lavora all’estero e gli amici non ci sono più), non si perde d’animo e cerca delle motivazioni, anche folli, pur di percorrere fino in fondo la propria via.

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7. Qual è la morale del libro?

Una morale precisa non c’è, è un libro che solleva dei dubbi. È un affresco a volte caustico e irriverente popolato da personaggi che sono delle caricature e rappresentano dei vizi, ma anche delle virtù, dell’umanità di oggi.

8. Hai altri progetti prossimi? Ti va di parlarcene?

Metto le mani avanti e dico che molti scrivono e pochi leggono. Essere letti e presi in considerazione diventa perciò difficile, ma io vado avanti sospinto dalla passione. Devo trovare più lettori, non solo dei conoscenti e degli amici, che apprezzino i miei romanzi. Non è semplice. In questo ultimo romanzo penso di avere raggiunto una maturità stilistica e per quanto a tratti possa sembrare particolare, vorrei continuare così. Amo i personaggi che ho creato e vorrei vederli interagire ancora tra loro e ho già iniziato a scrivere un nuovo romanzo.

Grazie Luca! Buona fortuna per tutto!

Anna Pasquini – Alessandria Today