ANNA GATTO

Anna Gatto si diploma al “Liceo Artistico N. Barabino” e frequenta la “Facoltà di Architettura” presso l’Università di Genova. Nella continua ricerca della sua identità, attraverso tutte le tecniche sperimentate nell’espressione della sua arte, lascia che sia la sua Interiorità a produrre liberamente scritti e immagini a due o tre dimensioni in modo che trasmettano tutta la Forza dell’Esistere. E’ l’Amore per la pittura, per la creta e per la resina che l’aiuta a lasciarsi andare in tutti i possibili modi per rappresentarsi, per rispecchiarsi nelle opere e nelle reazioni delle persone che le osservano, concretizzando con le immagini le emozioni, le sensazioni e le visioni, offrendosi a sé stessa senza remore ed a ritrovare così il senso della vita. Le sue opere sono compiute con diverse tecniche: l’olio che si lascia modificare, tirare, impastare e che sfuma i colori, l’acrilico che è immediato e veloce ma assai statico, la creta che prende forma dalle mani e scivola nelle pieghe di un volto, la resina che come l’acqua prende forma dal contenitore in cui si ferma, il vetro sintetico che con colori trasparenti diventa il suo contenitore.

Con le mani si possono trasformare i pensieri in immagini: a due dimensioni per esprimerne i colori; a tre dimensioni per poterli vedere da ogni punto di vista e… poterli  toccare con le mani. C’è un’altra dimensione che origina dalle altre due… la più importante per poter comunicare senza bisogno di parole!

Anna Gatto Art

Commento critico

Tradotta in materia carnosa dirompente da una gestualità istantanea, mediata dalle mani, spatola, pennello, è sintomo di una ricerca spirituale, della tensione verso piani metafisici. Nella poetica dell’artista Anna Gatto la pittura, a olio o in tecnica mista su vari supporti (tela, cartone, tavola…) è vissuta come un ponte tra due universi, l’uno interiore, l’altro esteriore, che sul primo proietta luce, tonalità, figure. Estatica nei contenuti, l’autrice tocca, in opere di pienezza espressiva quali “Il mio mare”, “Dentro il cuore” o “Cascate”, una sensualità cromatica potente, pervasa di slanci vitali. Prevalgono toni opposti nella percezione visiva delle frequenze delle onde cromatiche, come il rosso e il blu, di fuoco e terra il primo, di aria e acqua il secondo.

Elena Carrea, critico d’Arte