C’è chi vuole credere per capire e chi vuole capire per credere. Forse credere e capire sono due cose diverse. Forse non si può razionalizzare la fede, né sacralizzare la ragione. Per avere fede bisogna “credere perché è assurdo”. La religione ci invita a credere cose inverosimili, appunto incredibili. Questa è ordinaria teologia. Niente di nuovo sotto il sole, mentre è iniziato l’autunno e il sole scalda meno. Le giornate sono accorciate. Ci sono tante macchine nel parcheggio della Coop. È sabato. C’è sovraffollamento. Ripenso al misticismo. In realtà si pensa sempre meno a Dio, che un tempo era solo impensabile e adesso è più che altro impensato. Dio è un pensiero scaduto, è fuori moda. Bisogna lavorare, divertirsi, acculturarsi, mangiare, stare in forma, apparire, fare sesso, stare con gli amici, acquistare cose. Sono altri gli imperativi e basta poco per arrabbiarsi. È difficile essere sé stessi. Nietzsche scriveva che bisogna divenire ciò che si é. Primo interrogativo: cosa si è? Seconda obiezione: se si è tali siamo già divenuti e non possiamo più diventare. Terza obiezione: si può diventare ciò che si è, a patto che faccia stare bene con sé stessi. 

  • Lao Tze dichiara che la verità è paradossale e che chi sa non parla e chi parla non sa. I sensi ci ingannano. La ragione lo stesso. Secondo Lao Tze gli opposti coincidono. Io parlo come al solito quando non so e sto zitto quando so. Parlare non serve a niente, ma anche stare zitti non serve a niente perché che senso ha sapere se non si può comunicare, condividere, trasmettere? Oppure forse alcune volte parlo, altre volte no, ma non so mai la verità. Mi trovo molto meglio a scrivere. Ormai sono più abituato a scrivere che a parlare. Ma la verità è troppo lontana, è irraggiungibile, intoccabile ed irriconoscibile. Ci sono infinità di verità a questo mondo. Ma chi l’ha detto che la verità sia solo una? Ognuno si costruisce la propria verità a sua immagine e somiglianza. Abbiamo antropomorfizzato Dio e divinizzato l’uomo e non si tratta solo di deus absconditus: qui ognuno è una piccola divinità. Ognuno crede ciecamente in sé stesso e a falsi miti dei mass media: una doppia idolatria che porta allo sfacelo. 
  • Non ha alcun senso scrivere su Internet se poi non ti leggono oppure ti leggono ma restano indifferenti o ti contestano faziosamente. Ma non ha alcun senso pubblicare un libro per poche persone che poi allo stesso modo non ti leggono o ti leggono distrattamente, magari per forza, proprio perché hai chiesto loro un parere e hai regalato loro il libro. Comunque vada è un vicolo senza uscita per gli autori o aspiranti tali. Un tempo mi scambiavo email con la scrittrice Pulsatilla. Mi scriveva una volta che era andata a Mestre, aveva fatto centinaia di km, per presentare un libro, erano in pochi ed era stata contestata da una donna semplicemente per partito preso e ciò aveva preso buona parte del tempo. E dire che lei aveva venduto 300000 copie con il suo primo libro, mentre pochi avevano comprato il suo secondo libro di cui si era occupata Elisabetta Sgarbi. Se accade questo a una giovane scrittrice di belle e sacrosante speranze, immaginiamoci agli altri! Cosa succede a quelli che vendono poche copie? Ci saranno solo gli amici e poco più. Forse per avere i contestatori bisogna avere successo e bisogna essere invidiati. Forse gli stessi contestatori sono un lusso per pochi scrittori arrivati. 
  • Mia consulenza spassionata: “… Lo so che ti mobbizzano. Ma hanno il coltello dalla parte del manico. Il mobbing dal 17 agosto del 2018 per la Corte di Cassazione è una malattia professionale. Ma pur avendo subito angherie e vessazioni non sei malato. Hai anticorpi psicologici resistenti. Non cercare uno psichiatra compiacente. Anche il disturbo da stress post-traumatico ha i suoi correlati neurofisiologici: un elevato tasso di catecolamine e l’atrofia ippocampale. Ci sono riscontri oggettivi. Ci sono gli esami neurologici. Scrivi comunque tutto, annota ogni vessazione, nel caso in futuro ti ammalassi. Ma fai attenzione a fare causa. Potresti perderla e il giudice potrebbe decidere che devi risarcire le spese legali. La controparte poi potrebbe fare una controquerela temeraria. Attenzione e circospezione! Non puoi rispondere ad una ingiustizia con un piccolo imbroglio, dandoti per malato”. 
  • Keynes disse in una intervista: “A lungo termine saremmo tutti morti”. Purtroppo si muore anche nel breve periodo. Il lungo termine arriva subito. Per fare previsioni e pianificare bisogna essere soprattutto fortunati. Ma tutti vivono dando per scontato che domani ci saremo, come se la vita non avesse questa irrazionalità di fondo. 
  • Per la scuola di Palo Alto il doppio legame può determinare schizofrenia. Il doppio legame è un messaggio contraddittorio, come un padre che prima dà due schiaffi al figlio e subito dopo l’abbraccia. Una comunicazione nell’infanzia fatta di continui doppi legami può provocare una psicopatologia. E dire che fino ad allora si pensava all’esatto contrario, cioè che i cosiddetti folli avessero una comunicazione disturbata e non che una comunicazione disturbata producesse follia. 
  • Ma è più folle un individuo cosiddetto pazzo oppure una massa, una folla di persone normali? Insomma chi ha ragione? Ha ragione Foucault con la sua storia della follia oppure Canetti con “Massa e potere”? Dove si annida veramente la follia? A volte penso che una massa di folli sia meno dannosa di una massa di persone normali. Nei manicomi avvengono pochi omicidi. Anche se non venissero controllati i folli sarebbero meno pericolosi di certi gruppi di cosiddetti normali. I peggiori folli sono quelli che si spacciano per normali oltre al fatto che i peggiori folli oggi sono quelli che non si curano. 
  • Nonostante le immagini bidimensionali della nostra retina abbiamo una visione tridimensionale. A forza di abitudini e inferenze inconsce aggiustiamo il tiro. La corteccia visiva  aggiusta tutto. La nostra razionalità si basa sulla visione, che si basa sull’inconscio cognitivo. La nostra razionalità si basa sulle autocorrezioni inconsce. Questo non vale solo per la vista, ma anche per gli altri sensi. La nostra ragione è un edificio con fondamenta instabili. 
  • Ci sono individui qualsiasi che hanno avuto la fortuna/lungimiranza di investire in criptovalute. Hanno acquistato bitcoin quando non valevano nulla e sono diventati ricchissimi, ma si sono scordati la password. Le password sono sempre lunghissime e complicate. Possono fare solo due tentativi. Nessuno li può aiutare. Non se la sono segnata da nessuna parte. Sono teoricamente ricchi. Sono diventati ricchi senza alcun sforzo o merito. La loro ricchezza si è dissolta in un baleno. Sono padroni di nulla. Per tutta la vita avranno il senso di colpa di una ricchezza venuta dal nulla e perduta nel nulla. Questa è una delle tante assurdità della vita, più evidente di molte altre, perché la ricchezza improvvisa fa notizia e colpisce l’immaginazione. 
  • Forse noi non stiamo distruggendo il pianeta. Lo stiamo solo rendendo invivibile alla specie umana. Può darsi che in futuro sopravvivano altre forme di vita. Cosa avremmo in più degli altri esseri? E poi c’è sempre la possibilità che nascano forme di vita più evolute ed intelligenti della nostra, così come c’è la possibilità che degli extraterrestri più evoluti dopo la nostra estinzione abitino il pianeta. Chi lo può dire?