L’espressione pisana “può voler dire come non può voler dire” in realtà può voler dire come non può voler dire niente. Afferma tutto e al contempo niente, di solito giunge ad un compromesso impossibile tra due opinioni: ad esempio “il titolo di studio o la ricchezza di una persona possono voler dire come non possono voler dire”. Anche l’espressione “il mondo è quel che è” lascia il tempo che trova e non aggiungo altro. È un modo come un altro di dare fiato alle trombe e non mi si venga a dire che faccio l’analisi logica ad ogni frase che sento! 

Andammo all’Elba io e mio padre per un ordine di un cliente. Dovevamo prendere le misure. Eravamo gli unici sul traghetto ad essere vestiti bene, ma non eravamo dei privilegiati. Erano tutti in vacanza. Erano tutti vestiti liberamente. Era appena iniziata l’estate. Una volta fatto non ci accompagnarono neanche loro. Prendemmo il traghetto al ritorno per fortuna. Era l’ultimo traghetto del giorno. Successe che non ci pagarono tutto. Marito e moglie avevano i soldi. Avevano una ricca impresa. Sollecitammo la questione più volte al telefono ma niente di fatto. Si prendevano gioco di noi. Erano agiati ma non volevano pagare. Facemmo causa. L’abbiamo vinta.  Abbiamo il titolo esecutivo. I clienti, moglie e marito, nel frattempo sono falliti e la causa vinta è stata una vittoria di Pirro. Ora non hanno più soldi. Il mancato pagamento non ha però portato fortuna a loro. Da allora a quella coppia è andato loro tutto male. 

Un tempo viaggiavo e mi imbattevo in molti non luoghi (ascensori, scompartimenti di treni, autobus, sale di attesa, etc etc). Vi ero ormai abituato. Oggi comunque evito l’imbarazzo, la cortesia e le formalità di questi luoghi in cui le regole non sono molto chiare, come del resto nella vera vita quotidiana. Oggi ho pochissimi luoghi familiari, ameni o no non importa, a cui sono affezionato. 

L’economista Sen ci dice che non possiamo lasciare spazio solo alla concorrenza, al fatto che il mercato si autoregoli. Non può autocorreggersi. Sen ha dimostrato che in una società liberale al massimo possono essere tutelati dei diritti individuali, anche se ciò non avviene sempre. Il fatto è che molti economisti credono ancora al concetto di mano invisibile. Le correzioni al sistema liberale devono però essere fatte da chi ha capito il sistema liberale, senza esserne necessariamente un discepolo. 

Avevo 4 anni. I miei genitori mi portarono a Pisa. Camminavamo in piazza dei Cavalieri. Mia madre mi disse che lì ci studiavano i geni. Allora io chiesi se loro sapevano dove ero stato primo di nascere perché cercavo sempre di andare indietro con la memoria ma mi fermavo sempre al primo ricordo. Mio padre mi disse che certe cose non le sapeva nessuno e di non infastidire le persone che passavano, anche perché non tutti i passanti di Piazza dei Cavalieri erano dei normalisti. 

La divisione del lavoro è sempre stata troppo divisiva. 

Molti marxisti-leninisti ridono sotto i baffi. Dite che il comunismo è morto? Guardate come avanza la Cina, seconda potenza economica, nazione con 1 miliardo e 400 milioni di abitanti, 70 milioni di emigrati! Cosa importa se non è una democrazia e viola i diritti umani? Ma loro se la ridono. Cosa importa se tutto ciò mette in crisi anche la nostra economia? Altri invece più reazionari dicono che i cinesi stanno dappertutto e stanno invadendo tutto, arrivano perfino a discriminare i cinesi, ad inveire contro di loro. Si è visto tutto ciò quando con la diffusione del Coronavirus, all’inizio della pandemia, molti boicottavano negozi cinesi. Non è giusto lodare la Cina come fanno i primi, né confondere la dittatura cinese con i cittadini italocinesi come fanno i secondi. Bisogna combattere la Cina, non i poveri cinesi! 

Con buona pace della disputa tra idealisti e realisti la coscienza può esistere indipendentemente dal mondo,  anche se senza il mondo che razza di coscienza è? Allo stesso tempo il mondo può esistere senza la coscienza, ma senza le nostre coscienze che lo conoscono che razza di mondo è? 

Gli alcolisti dopo anni ed anni soffrono tutti della psicosi di Korsakoff. Tanti cercano di evadere dalla realtà, di combattere lo stress, di scacciare brutti ricordi. Molti alcolisti e tossicodipendenti vorrebbero l’amnesia retrograda, mentre invece trovano solo la difficoltà ad apprendere e memorizzare cose nuove, cioè l’amnesia anterograda.

Per molti orientali tutto è Maya; la realtà è pura illusione. E se anche squarciare il velo della illusione con il distacco e l’illuminazione non fosse anche essa una credenza frutto di una illusione?

Leggevo “Oriente ed Occidente” di Guénon. Concludevo che l’Occidente si basa tutto sul cogito cartesiano e poi produce una società profondamente irrazionale. L’Oriente si basa sulla meditazione, sulle tecniche di respirazione, sul benessere interiore e la concentrazione: ciò deriva tutto dall’assenza di pensiero. In realtà anche però quando cerchiamo di non pensare nella maggioranza dei casi pensiamo di non pensare. 

Ogni buon razionalista è un irrazionalista. Ogni buon irrazionalista è un razionalista. Insomma non si riesce a cavare un ragno dal buco. 

C’è il problema della sovrappopolazione nel mondo. C’è chi vorrebbe il controllo delle nascite ma non è etico. C’è chi vorrebbe combattere la biopolitica, essere darwinista sociale per eliminare i vecchi e fare spazio ai giovani (qualche politico ha tentato questa soluzione in piena pandemia). Anche questa soluzione è profondamente immorale. Non so se ci sia posto per tutti ed, egoisticamente parlando, non so per quanto tempo ci sia posto per me e i miei cari. 

La filosofia pura spesso non incide sulla realtà, così come la fisica pura. Rimane teoria. È anche vero che spesso consideriamo poco incisivo ciò che non conosciamo. Montale scriveva che lo spazio curvo, lo spazio-tempo contano ben poco in pratica perché la realtà non è lontana e complicata, ma è a portata di mano e ci sfugge come una anguilla. Ma a pieno diritto c’è anche chi pensa che il paragone sia inappropriato o anche chi pensa che le anguille gli fanno schifo e fugge di fronte a questa realtà o alla realtà. 

L’audience viene misurato con un panel di famiglie. Comprende poche migliaia di persone. In teoria è fatto tutto con i santi crismi della scientificità ed il campione è rappresentativo. In pratica si tratta sempre e solo di migliaia di persone e non di 60 milioni di italiani. Ma ci sono anche dei limiti intrinseci: le famiglie del campione sanno di essere studiate e quindi non si comportano in modo spontaneo. Un poco come succede con gli exit poll, che sono deformati dalla desiderabilità sociale. 

Ad un amico: “oramai quel che è fatto, è fatto. Non è questione di essere moralisti ma un poco pratici. Il sesso può essere sempre compromettente, può inguaire le persone, specie alla nostra età. Tra venti, al massimo trenta anni saremo tutti morti. Quello che ci resta da vivere dovrebbe essere utilizzato per prepararsi a morire. Io questo tempo lo vivo come espiazione. Tu invece, che ti sei sempre comportato correttamente, avresti una mezza intenzione di tradire. L’attrazione sessuale è una brutta bestia. L’amicizia non può esistere se da una parte c’è attrazione. È una regola accertata. Tradire però è come rubare: bisogna saperlo fare. Sei troppo cattolico. Avresti troppi sensi di colpa. Per pochi minuti ti inguiaresti a vita. Non so però se sia più peccato pensare ossessivamente ad una cosa senza farla oppure farla senza pensarci più.”

C’è chi dice che è importante fare. Chi pensa sia meglio amare. Chi credere. Chi contemplare. Ma dopo lodevoli dichiarazioni di intenti è così facile cadere nella tentazione di fare o farsi del male. Talvolta si finisce in una spirale di violenza. 

Nella Bibbia c’è scritto che dovremmo amare il prossimo come noi stessi. Ma ci vorrebbe  anche un nuovo precetto per chi si odia e si autodistrugge.

Il paradosso di Kripkenstein dimostra che ognuno può seguire una regola privata che ci sfugge. Delle menti altrui possiamo solo fidarci e però è doveroso fidarsi per ovvi motivi di umanità e di delega. 

Non so più a chi credere: tanto vale che creda in me stesso! 

Non è autoevidente che tutte le cose che noi consideriamo autoevidenti lo siano necessariamente per gli altri. 

Per Calderón de la Barca la vita è sogno. Per Shakespeare siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni. Siamo noi che sogniamo o è addirittura Dio che ci sogna? 

Obiezione alla cultura e alla scienza: e se tutto fosse già stato pensato tranne l’impensabile? 

Non si può avere tutto perché poi tutto non è mai dato a nessuno. Accontentati di questo tepore settembrino, di questa strada inondata di sole.