Alto livello di attenzione nelle campagne per la paura di possibili esondazioni dei corsi d’acqua

Maltempo: preoccupazione per le colture e per le fasi conclusive della vendemmia

Raccolta conclusa per la Tonda Gentile Trilobata, differente la situazione per varietà più tardive

Coldiretti. Alessandria: Il maltempo si abbatte su un territorio duramente provato dalla siccità dove è in pieno svolgimento la vendemmia. E’ l’allarme della Coldiretti in riferimento all’allerta della protezione civile per la nuova perturbazione di autunno.

Ed è allerta meteo anche in provincia di Alessandria dove la pioggia, che sta cadendo copiosa da diverse ore, ha procurato lo stato di allerta e monitoraggio continuo di fiumi e corsi d’acqua.

“Dal punto di vista viticolo per le poche uve non ancora raccolte in provincia, queste piogge, se non troppo prolungate nel tempo e se seguite dal ritorno di condizioni più miti, non possono che essere di vantaggio per completare alla perfezione la maturazione delle varietà più tardive. Per quanto riguarda il nocciolo, invece, la Tonda Gentile Trilobata, varietà certamente precoce, è già stata completamente raccolta e queste condizioni non possono influenzarne la qualità. Differente è la situazione per le varietà più tardive, come la Tonda di Giffoni, inopportunamente impiantate sul territorio che patiranno le attuali avverse condizioni climatiche e le conseguenti difficoltà di raccolta. E’ questa l’occasione per ribadire l’importanza di continuare a impiantare unicamente la varietà piemontese, la Tonda Gentile Trilobata, la sola in grado di garantire qualità organolettiche eccellenti negli areali del Nord Ovest”.

Così Alberto Pansecchi, responsabile corilicolo Coldiretti Alessandria, a commento della situazione meteo e delle possibili ripercussioni sul territorio provinciale.

La pioggia per combattere la siccità ed essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti. Un pericolo concreto su un territorio in cui a causa della cementificazione e dall’abbandono sono saliti a 7.252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che hanno parte del proprio territorio a rischio frane e/o alluvioni.

“Nelle campagne è massima attenzione per le forti precipitazioni e i temporali che potrebbero causare esondazioni dei corsi d’acqua e attivazione dei fenomeni di versante – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco–. Non dobbiamo dimenticare che gli improvvisi cambiamenti climatici si abbattono su un territorio reso più debole dalla cementificazione e dell’abbandono delle aree marginali, ma anche della mancanza di programmazione adeguata che valorizzi il ruolo di chi vive e lavora sul territorio come gli agricoltori”.

Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

“Il settore agricolo è quello più impegnato a contrastare il surriscaldamento ma anche quello più penalizzato, tra perdite della produzione agricola e alle infrastrutture nelle campagne – ha continuato il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. Le precipitazioni sempre più intense e frequenti si abbattono su un territorio reso fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con più di nove comuni su dieci a rischio per frane o alluvioni. Una situazione aggravata dalla necessità di una nuova politica del suolo che sia più sensibile alla salvaguardia del territorio e della messa in sicurezza. Per affrontare i danni dei cambiamenti climatici servono interventi strutturali e strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, efficaci e con meno burocrazia”.

Le tempeste di autunno fanno salire il conto dei danni in un 2021 segnato fino ad ora a +31% eventi estremi tra nubifragi, grandinate, tempeste di vento che hanno colpito le città e le campagne rispetto allo scorso anno.