Riflessioni: L’INTIMITA’, di Gregorio Asero

Penso che in questi ultimi anni si possa notare una maggior schiettezza, quando si parla della necessità di avere legami sociali sempre più trasparenti. 

Il desiderio delle persone di appagare il bisogno di entrare con gli altri, in “relazioni intime”, cioè relazioni strette, prolungate nel tempo, con una coinvolgente vicinanza emotiva, penso sia capace di promuovere legami affettivi veri.

L’uomo per sua natura, è un animale sociale, ha bisogno di confrontarsi con gli altri, di sentirsi parte di un gruppo e di entrare in relazione, seppur ad altezze diverse, con le altre persone. Se pensiamo alla nostra storia personale, ci possiamo facilmente rendere conto del fatto che siamo nati in un mondo di “relazioni significative”, siamo cresciuti confrontandoci con chi ci sta vicino. Abbiamo imparato dal confronto con gli altri, ci siamo definiti riconoscendoci in alcuni aspetti uguali, e in altri diversi, soprattutto da quelle persone per noi importanti, che ci hanno circondato. Il desiderio delle persone, che vogliono soddisfare il bisogno di entrare con gli altri in relazioni intime, cioè strette, prolungate nel tempo, implicanti vicinanza emotiva, e capaci di promuovere il legame e anche di garantire rispetto, sostegno, comprensione, è un desiderio affascinante ed entusiasmante. Si tratta di un desiderio che investe tutte le nostre relazioni significative. 

Malgrado ciò, benché sia assodato che tutti abbiamo bisogno e cerchiamo il contatto e il confronto con gli altri, da più parti emerge come vada diminuendo la capacità di instaurare relazioni intime continue. In effetti, spesso si assiste a un’ambivalenza tra il desiderio e il timore nei confronti di questa esperienza. Alcune persone talvolta rifuggono dalle relazioni intime anche per un altro fattore: si tratta del timore di fidarsi, di essere abbandonati, di essere attaccati nelle proprie fragilità, di perdere la propria individualità. L’intimità in una relazione, dipende quindi dal modo di percepirsi: saldi nella nostra identità o fragili. Infatti, la condizione essenziale per entrare in relazioni intime, superando i timori, è “percepirsi provvisti di un’identità personale solida e ben definita “, fattore che ci consente di entrare in relazione con l’altro senza perderci, senza avere l’impressione di vedere dissolvere nell’altro le proprie caratteristiche, la propria individualità e originalità. In questo senso, autonomia individuale e capacità di amare sono associate e quindi, tanto più una persona ha raggiunto la propria autonomia ed è consapevole di se stessa, tanto più è capace di entrare in intimità con l’altro rispettandone l’unicità. Tutto questo è estremamente importante nell’ambito della relazione di coppia, dove, per sperimentare intimità, è essenziale favorire l’identità personale e l’unità di coppia, che in altri termini significa favorire la capacità di ciascuno, di sperimentarsi come separato e diverso dall’altro, all’interno di un rapporto, di un’alleanza basata sulla capacità di essere presenti a sé e all’altro.

da “PENSIERI SOSPESI.”

di Gregorio Asero 

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