Il Diabete Mellito di tipo 2 è la settima causa di morte a livello globale. I ricercatori della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara hanno iniziato un nuovo trial clinico denominato DM Prevent che valuterà le capacità preventive di Intestinimonas butyriciproducens, un batterio di recente scoperta, nei soggetti obesi ad alto rischio.

Il trial ha bisogno di ampliare la platea di persone su cui verranno valutati gli effetti di Intestinimonas butyriciproducens e vi chiediamo la consueta collaborazione per diffondere questo messaggio rivolto a tutti i cittadini. 

Trasmettiamo il comunicato stampa sulla ricerca con i riferimenti per le candidature.

Leonardo D’Amico

UPO

COMUNICATO STAMPA

N° 40 del 05.10.2021

UPO E OSPEDALE DI NOVARA CERCANO VOLONTARI PER IL TRIAL CLINICO SUL DIABETE MELLITO DI TIPO 2. L’OBIETTIVO È PREVENIRE LA MALATTIA IN SOGGETTI SOVRAPPESO AD ALTO RISCHIO.

I ricercatori dell’Università del Piemonte Orientale e della SCDU di Endocrinologia del “Maggiore della Carità” di Novara valuteranno l’efficacia di probiotici contenenti il nuovo batterio Intestinimonas butyriciproducens su una platea di pazienti adulti pre-diabetici.

Il Diabete Mellito di tipo 2 è la settima causa di morte e può avere gravi complicanze, tra cui patologie cardiache, ictus, cecità, insufficienza renale e amputazione degli arti inferiori. Si stima che oggi ne soffrano il 12,9% degli adulti negli Stati Uniti e il 9,1% in Europa. Gli esperti prevedono che il numero di diabetici nel prossimo futuro possa aumentare di oltre il 50%, coinvolgendo più di 640 milioni di persone entro il 2040.

Il diabete può essere prevenuto seguendo corretti stili di vita, ma per determinate categorie di persone a rischio più elevato, come i soggetti con obesità o sovrappeso, la scienza sta percorrendo nuove vie di ricerca terapeutica e di prevenzione. Per farlo i ricercatori della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara hanno iniziato un nuovo trial clinico denominato DM Prevent. Lo studio prende in esame proprio lo sviluppo del diabete in soggetti obesi e si basa sull’utilizzo di nuove tecnologie per isolare microorganismi commensali presenti nell’intestino umano per poi utilizzarli a scopo terapeutico. Recentemente, infatti, è stato scoperto un batterio (Intestinimonas butyriciproducens) che sarà sviluppato come terapia per prevenire il DM2 in individui ad alto rischio.

«Il nostro studio – spiegano i responsabili del trial, i professori dell’Università del Piemonte Orientale Gianluca Aimaretti (responsabile della SCDU di Endocrinologia e direttore del DIMET) e Flavia Prodam – vuole valutare gli effetti dell’assunzione di un probiotico contenente Intestinimonas butyriciproducens da parte di soggetti adulti sovrappeso pre-diabetici. In particolare, vogliamo valutare se la dose scelta di probiotico sia in grado di migliorare la sensibilità insulinica, la risposta al carico orale di glucosio e se sia in grado di modulare la composizione del microbiota dei soggetti in analisi. Per farlo abbiamo bisogno di persone che abbiano queste caratteristiche di rischio e che vogliano partecipare a questo studio fornendo campioni biologici nel periodo precedente e durante l’assunzione del probiotico.»

L’attività terapeutica del batterio Intestinimonas butyriciproducens contenuto nel probioticosviluppato da Caelus Health e Probioticalsi basa su tre meccanismi di azione che corrispondono agli obiettivi dei ricercatori e sono la riduzione della produzione di AGE (Advanced Glycation End-products, prodotti del metabolismo degli zuccheri) che si associano alle complicanze del Diabete Mellito di tipo 2; la conversione dello zucchero e delle proteine in butirrato, un acido grasso a catena corta con effetti positivi sulle malattie metaboliche; il ripristino della sensibilità all’insulina, normalmente ridotta nei pre-diabetici.

I pazienti che accetteranno di partecipare al trial verranno sottoposti a valutazioni cliniche, biochimiche e fecali al momento del reclutamento nel trial, dopo dodici settimane di trattamento e dopo 26 settimane di trattamento.

«La partecipazione di un numero consistente di soggetti è molto importante per dare forza ai dati che raccoglieremo durante questo studio – spiegano i professori Aimaretti e Prodam –; l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Novara proteggerà la privacy dei cittadini in tutte le fasi del trial, il cui protocollo è stato approvato da un Comitato Etico indipendente che ne garantisce la sicurezza e i presupposti scientifici. Tutti i campioni saranno preservati nella nuova Biobanca UPO. Il diabete costituisce un problema socio-sanitario che desta preoccupazione ma che può essere arginato; in questo senso ci auguriamo che in molti possano partecipare a questo studio di comunità per fare un ulteriore passo in avanti nella ricerca.»

Verranno accettate al trial persone con obesità o sovrappeso (indice di massa corporea ≥ 25 Kg/m2) con una circonferenza-vita superiore al limite di rischio cardiometabolico (maggiore o uguale a 88 cm nelle donne e 102 cm negli uomini) e con determinati valori di glicemia che configurano il pre-diabete. Non potranno, invece, essere accettati al trial persone che abbiano già ricevuto una diagnosi di Diabete Mellito tipo 2, minori di 18 anni o con più di 65 anni, donne in gravidanza, persone soggette a regime dieto-terapico, persone che abbiano ricevuto antibiotici entro le ultime otto settimane, persone immunodepresse e con malattie epatiche.

Le persone interessate a candidarsi per partecipare al trial o che necessitano di maggiori informazioni possono rivolgersi alla Struttura di Endocrinologia via telefono (0321 3733209, Reparto) o via e-mail scrivendo a segreteria.endodiab@maggioreosp.novara.it

Diabete Mellito 2 Complicanze.
Diabetes mellitus type 2. Affected organs. Untreated, diabetes can cause many complications. Serious long-term complications include heart disease and cardiomyopathy, stroke and encephalopathy, nephropathy and kidney failure, periodontal disease, retinopathy and other damage to the eyes.