L’esposizione Intergenerazioni creative 2021 organizzata da Francesca Petralia di Italia Nostra che punta a far emergere la fusione di differenti generazioni sia nell’ambito musicale che in quello artistico, coincide con quella che è la storia di Gianluca Verzetti e suo padre.
Il suo percorso artistico comincia con la scuola d’arte il disegno dal vero. Prosegue disegnando con acquerelli tempere acrilici oli. Dopo questa esperienza classica trova sfogo della sua creatività nella grafica pubblicitaria realizzando loghi e illustrazione lavorando su commissione per privati e locali con grosse tele. Verso la fine degli anni ’90 il suo carattere un po’ parsimonioso e molto sensibile all’ecologia, amante della natura, lo spingono verso il riciclo. Qui gioca con diversi materiali ma il tassello fondamentale di questo percorso è la bottiglia di plastica.

Ecco, come viene lavorata la bottiglia di plastica?

Viene smaltata forgiata con il calore successivamente assemblata ad altri supporti, creandone specchi quadri, cornici, vasi,oggetti di design.

Altro materiale molto presente: la bottigia di vetro.

Viene lavorata con la frantumazione setacciata in dimensioni e sfumature differenti. In questo caso vengono usate delle resine particolari con le quali assemblo i vetri e altri materiali differenti sempre di riciclo.

Raccontaci la storia.

Comincia dal primo quadro di notevole importanza intitolato “Primavera, Il Gelso di sera” realizzato da me intorno ai primi anni del 2000 (prima che mio padre iniziasse con le resine). Anche papà si innamora di questo materiale, insieme pensiamo opere discutiamo sulle tecniche e vari materiali da assemblare trovando un accordo, pur usando la stessa tecnica in due settori differenti. Papà ha continuato con l’arte figurativa, mentre io mi sono occupato più di design. Abbiamo Esposto in occasioni di mostre insieme, e anche individualmente. Varie esperienze di vita, e la morte di mio padre, mi portano a diventare più razionale e alla ricerca concentrata, dell’incontro tra committente e location Futura dell’opera, cercando compromesso ed equilibrio tra la mia creatività, tecnica e scelta dei materiali, con quelli del committente.
Qui realizzo opere dinamiche tridimensionali che raccontano storie suggestive con il rispetto della natura e attenzione al riciclo dei materiali, un fil Rouge sempre lo stesso sempre diverso, unico. Il riciclo è strumento e arte contemporaneamente.

Cosa metteresti in risalto di questa esposizione?

Oltre allo scambio e la fusione tra generazioni come quella mia e di mio padre, vorrei sottolineare un’opera in particolare l’installazione luminosa dal titolo “ghirmet di frutta e rose”.
È probabile che si parli di una prima generazione ancora di quella di papà dove un contadino più di cento anni fa creò questa gabbia da pollaio con dei cerchioni di bicicletta. Io a mia volta l’ho riportato ad una nuova vita, trasformandolo in un lampadario.

Com’è stata realizzata?

Ho arricchito la gabbia riproponendo la prima idea di riciclo, quindi i fiori realizzati con le bottiglie di plastica ed i pendenti realizzati con la frantumazione delle bottiglie di vetro assemblati con la resina, arrivando alla nuovissima generazione che tutt’oggi viviamo circondandolo di led.

Gianluca Verzetti vi aspetta alla Chiesa San Francesco di Cassine sabato 9 e domenica 10 ottobre dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

a cura di

Simone Sciamè