Tutti hanno cercato di tirare per la giacchetta o di strumentalizzare Don Milani. Ognuno è libero di interpretarlo a suo piacimento. L’anno dopo la sua morte era già un mito per i sessantottini. A quei tempi c’erano troppe bocciature e il prete di Barbiana aveva ragione. Oggi la scuola è mutata radicalmente. Non sempre e non in tutto Don Milani è ancora attuale.

Due fratelli ricchi litigavano. Uno fece dei debiti. L’altro lo aiutò. Il primo non si dimostrò affatto riconoscente e se ne andò lontano come se nulla fosse. Per fortuna il padre era morto sereno di vecchiaia e non aveva visto niente né saputo niente. 

L’industriale sistemò tutte le cose. Si rammaricò con il consulente per non aver concluso un piccolo affare. Gli dette appuntamento per l’indomani. Il giorno dopo si sparò.

Aveva vinto al Totocalcio decenni fa e si era fatto la villa per lasciarla al figlio. Aveva speso tutti i soldi della vincita in quella casa. Il figlio poi era andato a lavorare nel Nord e aveva là la sua vita. Nessuno voleva comprare la villa, che era rimasta lì invenduta. Il padre era morto e per il figlio quella villa era solo un costo.

Erano sposati da trenta anni. Si sopportavano a malapena. Non si separavano per motivi religiosi e per via dei figli. Ognuno  nel tempo libero si sentiva sollevato quando si smarcava dall’altro. Ognuno cercava un momento tutto per sé. Ma rari erano quegli istanti. La maggioranza del tempo era routine.

A forza di buttarsi via e di sprecare occasioni si trovò solo, povero ed incompreso. Poi in Italia difficilmente si dà una seconda chance, spesso a molti giovani non se ne dà neanche una.

Visita cardiologica ottima. Analisi del sangue perfette. Ma una settimana dopo morì e fu una morte naturale.

Purtroppo in Italia le cover band o tribute band di Vasco Rossi e di Ligabue hanno più pubblico di eccellenti poeti che fanno letture o presentazioni. Che cosa volete sperare? Questo è indicativo dell’andazzo.

Il rapper si sentiva così figo ed era così autoesaltato da ironizzare sulla fuga dei cervelli italiani, che a suo dire erano tutti andati a fare i camerieri a Londra. Il pubblico applaudiva ed era un pubblico di giovani, già ammaestrati ed indottrinati. 

Disse il saputello: “Bisognerebbe scrivere solo ciò di cui si sa”. Lo scettico rispose che allora nessuno dovrebbe scrivere niente e dovrebbe scrivere di niente. Lo scettico aggiunse che le cose veramente importanti nessuno le sa. Il saputello controbattè di avere totalmente ragione perché lui con le cose, poche o molte, che sapeva si era fatto una posizione. Lo scettico capì che era meglio terminare la discussione prima che degenerasse. 

Un uomo percorreva una strada. Era un rettilineo. All’improvviso ad un bivio entrò nella strada una altra macchina guidata da una donna. L’uomo sbandò per scansarla, finì fuori strada e morì di lesioni interne all’ospedale. La donna continuò la sua corsa. Nessuno seppe che lei era coinvolta nell’incidente. La fece franca. Nemmeno quando morì lo confessò ai figli e al prete.

Obiezione contro il diritto di autore: certe idee e certe opere non sono di nessuno, essendo di tutti. Spesso si tratta di dire le stesse identiche cose in altre parole.  Altra obiezione: nessuno è totalmente originale perché c’è sempre qualcuno prima che ha pensato o quantomeno vagamente intuito, anche se questo non ha messo il copyright.

Il tabaccaio era un uomo di chiesa. Pregava sempre tutti i giorni. Però non pensava mai a quante persone morivano ogni anno per il fumo di sigaretta. Era una cosa che rimuoveva completamente dalla mente. D’altronde non era colpa sua se lo Stato lo autorizzava a vendere morte e se c’era gente che comprava sigarette quotidianamente. Non era colpa sua se lucrava un poco su una tassa di Stato. Insomma lui pensava di avere la coscienza immacolata, ma di giorno in giorno in essa cresceva una macchiolina nera, chiamata senso di colpa. Naturalmente pregava. 

Fingeva di essere amico di tutti, in realtà non lo era di nessuno. Ma anche se fosse stato realmente amico di tutti in pratica sarebbe stato davvero amico di nessuno. 

Chi legge qualche libro si accorge che è molto difficile pensare cose non ancora pensate. D’altronde bisogna leggere qualche libro per sapere se e cosa c’è da inventare.

Rideva dei disoccupati ma si dimenticava che non avrebbe combinato nulla di buono dopo aver interrotto le scuole superiori a causa di ripetute bocciature se non fosse  stato messo a lavorare nella ricca azienda di suo padre. Questo se lo era dimenticato. Ormai era un uomo fatto, pensava di essere molto in gamba  e poteva guardare tutti dall’alto in basso. 

L’ispettore del lavoro gli aveva appena fatto i complimenti per come aveva rispettato le leggi sulla sicurezza.  Però il dirigente venne subito mandato a casa perché il titolare voleva che facesse il cane cattivo e facesse sentire il fiato sul collo ai suoi operai.

I piccoli risparmiatori in Borsa sono chiamati parco buoi e questo la dice tutta sulla borsa e su come funziona. 

Era un omofobo.  Rideva dei gay. Li odiava. Li denigrava. Lo divertivano le voci di paese. Amava spettegolare e malignare. Aveva rimosso però di un suo parente morto in circostanze equivoche decenni prima. I giornali avevano scritto che il suo parente era gay ma lui minimizzava, dicendo che i giornali scrivevano un sacco di panzanate. Però il suo parente era stato realmente gay. Forse amava ed odiava allo stesso tempo il suo parente, scomparso troppo presto. Ma era solo una ombra sul cuore. Nel tempo libero con piacere spettegolava e malignava. 

Molti uomini trovano più piacere a raccontarsi avventure erotiche che a viverle. Amano condividere ciò che non mai stato, sogni che non si sono mai avverati.

Sentiva così tanto le partite che si faceva ammonire anche quando era riserva.

La psicologia non è fatta solo di astrazioni. Ci sono uomini che si rovinano perché soffrono di ludopatia o sono border line, depressi, schizofrenici o bipolari. La stessa autocoscienza non è qualcosa di vago perché comprende anche il controllo degli sfinteri.

Non credo negli oroscopi, neanche nel libro dei Mutamenti. Ci saranno pure gli influssi astrali ma nessun metodo di divinazione è attendibile. Nessuno sa cosa gli riserva il futuro. Il Fato non è prevedibile, né circoscrivibile.

Era sicuro di essersi fatto da sé. In realtà aveva avuto la grande facilitazione di vivere in una regione ricca. Aveva scritto sul suo profilo Facebook che aveva studiato all’università della vita. Lo schifavano i laureati che non sapevano fare niente. Aveva delle generalizzazioni che, giorno dopo giorno, erano diventate un fortino di certezze assolute, in cui si era arroccato. Non voleva mettersi in gioco. Non voleva mettere in dubbio le sue certezze. Non ascoltava pareri discordanti. Ogni tanto quando sapeva che non lo ascoltava nessuno gridava: “terroni e comunisti di merda!”.

Certi insegnanti si rovinano il fegato a forza di essere fegatosi,  come di dice a Roma. Alcuni regrediscono e si mettono allo stesso livello degli alunni. Alcuni non sanno insegnare, mentre altri non sanno valutare. È un mestiere per cui ci vuole particolare  vocazione ed attitudine. Molti invece diventano di ruolo senza aver mai vinto un concorso ma a forza di supplenze. Di contro molti ragazzi non rispettano la dignità degli insegnanti e neanche i loro genitori danno loro il buon esempio. È un continuo scaricabarile perché alcuni genitori delegano tutti i compiti educativi agli insegnanti ed alcuni docenti fanno lo stesso. La scuola italiana vive di disistime e incomprensioni reciproche.

Cercava ossessivamente su Facebook le ragazze che avevano scritto di stare vivendo una relazione complicata perché era convinto che fossero tutte adulterine e che bastasse un minimo di comprensione per conquistarle.

Aveva delle piccole rendite. Erano l’equivalente di uno stipendio. Non era assolutamente ricco. Aveva da vivere senza sprecare niente. Poi le tasse aumentavano di anno in anno, talvolta gli inquilini  non pagavano gli affitti. Talvolta i piccoli immobili restavano sfitti. Non poteva vendere i beni immobili perché avrebbe dovuto svenderli. Era senza lavoro. Non poteva cercare fortuna nel Nord. Non era più appetibile per il mercato del lavoro del Nord perché disoccupato cronico. Così restava confinato in quella cittadina dove sembrava non accadere niente e il tempo sembrava scorrere a rilento. Era una vita come un’altra e lui era un uomo come un altro.

Se sei cresciuto in un posto di provincia, uno dei tanti, indipendentemente dalle cose che tu faccia o che tu sappia, ci saranno sempre persone che pensano di sapere tutto di te e che si sentono in diritto di giudicarti, anche se non ti vedono da venti anni o ti conoscono solo di vista. È questa la prima regola della vita di provincia.

Anche la gioia può essere fatale.  Lo sanno bene i familiari di chi è morto per infarto dopo aver saputo di aver vinto alla lotteria. Certe volte dall’euforia alla tragedia il passo è breve ed improvviso.