Compagnia San Paolo: sì a regia, ma noi autonomi

Anfossi a Verri: dialogo col comune su priorità e calendari

Torino – “Una cabina di regia? Dipende chi è il regista. Sarà la benvenuta se dirà quali sono le priorità della città, dove concentrare gli sforzi. Cosa ben diversa se fosse di direzione, che indichi dove vanno le risorse o che addirittura ne condizioni le politiche, che invece fanno parte dell’autonomia legittima di ogni fondazione”.

   Il segretario generale della fondazione Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi, parlando con la ‘Dire’ (intervista completa, anche sui progetti della Fondazione, su Dire.it) aggiunge un ulteriore tassello al dibattito avviato dal manager culturale Paolo Verri e ripreso dal segretario generale di Crt Giovanni Quaglia.

– L’ex direttore del Salone del libro aveva messo i piedi nel piatto pochi giorni fa: “In questi ultimi anni è mancata totalmente una regia. Credo che tra i primi compiti della prossima amministrazione ci sarà quello di chiamare tutte queste fondazioni, fare un punto della situazione su quali sono le attività che hanno svolto fino ad ora e concertare quelle del futuro”.

   Parole che Anfossi raccoglie, ma schierando la Compagnia alle condizioni della Compagnia: “A volte questi termini sono un po’ vuoti, nel senso che dipende anche se è una cabina di regia o di direzione”. Bene la prima, che si occuperebbe di “priorità, dove concentrare gli sforzi”, a partire dai calendari delle iniziative, a volte affollati, a volte scarichi nel Corso dell’anno. Alt invece a “una cabina di regia che sia di direzione, e quindi che dica dove vanno le risorse”. Lì l’autonomia delle fondazioni resta sacra.

fonte «Agenzia DIRE»