Una ballata per un cuore migliore, di Mimmo Mòllica   

L’8 ottobre di 63 anni fa, con uno straordinario intervento, veniva impiantato il primo pacemaker dal chirurgo svedese Ake Senning su Arne Larsson, un ingegnere di 43 anni colpito da arresto cardiaco. Il 2 gennaio 1968, Christiaan Barnard eseguiva il primo trapianto di cuore della storia. Quello stesso anno Cassano, Magno e Svampa davano ‘voce’ all’era dei «trapianti di cuore» scrivendo e portando al successo «La ballata del cuore».

L’otto ottobre 1958 (63 anni fa) veniva impiantato il primo pacemaker. Era un mercoledì e Arne Larsson, cittadino svedese di 43 anni, veniva colpito da arresto cardiaco. Sarebbe certamente passato a ‘miglior vita’ se il chirurgo svedese Ake Senning, con un ‘avveniristico’ intervento non lo avesse salvato, impiantandogli un pacemaker a batterie e a ricarica mensile. 

Il 2 gennaio 1968, Christiaan Barnard, chirurgo e accademico sudafricano, eseguiva il primo trapianto di cuore della storia della medicina su Philip Blaiberg, dentista di 58 anni. Il donatore era Clive Haupt, un 24enne di colore, morto per emorragia cerebrale il giorno prima. Il trapianto ebbe successo e l’eco si diffuse in tutto il mondo in men che non si dica.

Quello stesso anno Franco Cassano, Velia Mangiulli Magno e Nanni Svampa davano ‘voce’ all’era dei «trapianti di cuore» scrivendo e portando al successo «La ballata del cuore», un brano perfettamente calibrato sul genere del cabaret, con l’immancabile vena poetica e polemica tipica del genere.

Una canzone di qualità

Se Nanni Svampa, leader del gruppo milanese de «I Gufi», e Franco Cassano non necessitano di presentazioni, di Velia Mangiulli Magno, figlia di Lea (alias Zietta Liù), autrice di canzoni e regista, laureata in filosofia e specializzata in pediatria, ricordiamo le sue partecipazioni allo Zecchino d’Oro.

«La ballata del cuore», canzone nata per il ‘cabaret di qualità’ non poteva sottacere il fatto che il cuore donato per il primo trapianto della storia della medicina, su un benestante dentista, fosse stato donato da un giovane di colore. 

La canzone comincia col considerare: «Se questo fosse accaduto nel tempo passato/ chissà il destino di quanti sarebbe cambiato?». Chissà? Forse con un cuore nuovo «Giulietta bella che diede a Romeo il suo cuore / avrebbe forse cercato un più facile amore?». Chi lo sa?

Ma ecco farsi spazio il ’68 politico e culturale, la contestazione giovanile, l’era dei movimenti e dei mutamenti, le lotte operaie e il rifiuto della povertà: «Chi paga è certo di prendere un cuore migliore, / ma se per caso ad un povero cambiassi il cuore…».

Quel sentimento planetario

E ancora, farsi largo nel testo de «La ballata del cuore» quel sentimento ‘planetario’ dal quale, ai Giochi olimpici di Città del Messico 1968, sarebbe esplosa la “Black Power”, quel pugno chiuso coi guanti neri, alzato in segno di protesta contro il razzismo verso la gente di colore.

«Poi si apriranno negozi con cuori a colori / con tanti negri smarriti che guardan da fuori, / che cosa importa se il primo a donare il suo cuore / é stato uno che aveva uno strano colore?».

Tornando al primo pacemaker e allo straordinario intervento del chirurgo svedese Ake Senning, che apre la strada ai primi defibrillatori, vale la pena ricordare, a distanza di 63 anni, quanto l’ingegno e la creatività possano aprire la strada a nuove scoperte, a nuovi mondi.

Pacemaker che negli anni si sono fatti sempre più piccoli, con lo sguardo rivolto all’estetica, al comfort e alla sicurezza. La miniaturizzazione si è fatta estrema potendo essere impiantati direttamente nel cuore. E se gli studi in atto avranno successo sarà possibile ottenere energia elettrica dalla contrazione cardiaca.

Così una canzone. Una semplice canzone può dare energia e aprire il cuore a nuovi sentimenti. Una canzone, perché no? 

Mimmo Mòllica   

«La ballata del cuore»

Guarda che bello, la scienza non fa un più un errore,

oggi con grande successo ti cambiano il cuore,

se questo fosse accaduto nel tempo passato

chissà il destino di quanti sarebbe cambiato

Chi lo sa..?

Riccardo Cuor di Leone che andava alla guerra

avrebbe dato al fratello un pezzetto di terra,

Giulietta bella che diede a Romeo il suo cuore

avrebbe forse cercato un più facile amore,

chi lo sa..?

Chi paga è certo di prendere un cuore migliore,

ma se per caso ad un povero cambiassi il cuore,

gli devi dire che in fondo malgrado il progresso

dovrà morire di fame e di freddo lo stesso.

Poi si sa…

Si fonderanno le banche, le banche del cuore,

con le cambiali, le tratte e il signore direttore

e tante guardie a cavallo col mitra alla mano

pronte a salvare il ventricolo a qualche sovrano.

Maestà….

Poi si apriranno negozi con cuori a colori

con tanti negri smarriti che guardan da fuori,

che cosa importa se il primo a donare il suo cuore

é stato uno che aveva uno strano colore,

cosa fa..?

Guarda che bello la scienza non fa più un errore,

oggi con grande successo ti cambiano il cuore,

anche se questo il progresso ci ha regalato

certo il destino di molti non è poi cambiato. 

______________

Illustrazione di Gordon Johnson da Pixabay