Antonia Pozzi – Desiderio di cose leggere

Desiderio di cose leggere
Giuncheto lieve biondo
come un campo di spighe
presso il lago celeste

e le case di un’isola lontana
color di vela
pronte a salpare –

Desiderio di cose leggere
nel cuore che pesa
come pietra
dentro una barca –

Ma giungerà una sera
a queste rive
l’anima liberata:
senza piegare i giunchi
senza muovere l’acqua o l’aria
salperà – con le case
dell’isola lontana,
per un’alta scogliera
di stelle –

1° febbraio 1934

(da Parole, 1938)

Bisogno di evasione . . . di cose semplici” un giunco in un campo di spighe, le acque azzurre di un lago . . . viaggiare verso un’ isola lontana per disperdere il peso che rende pesante la barca/ anima e tornare libera di viaggiare verso altre esperienze, emozioni, incontri”altre case”. (Vincenza Cerbone)

La lirica esprime l’assoluto, l’ascesi mistica, almeno come meta/desiderio. Ma prima del volo verso dell’alto, che non è un volo bensì una salita lenta faticosa graduale (la Pozzi adorava scalare le montagne), c’è la partenza: terrestre carnale materica corporea sensuale, in cui si trova immersa.

Non rifiuta la realtà; dalla terra, prima di staccarsene, aspira a viverla. (Elvio Bombonato)